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Tranciano i dottorati ma San Marco risponde altro

Le uova rotte del Dottorato bis

La questione dei posti di dottorato ha avuto rilevanza mediatica. Non si fa attendere la “risposta di San Marco”, che ancora una volta ci dà lezione su come eludere domande scomode.

Non solo non entra nella questione (noi scrivevamo sia di posti già tagliati che di interi corsi a rischio perché fuori normativa, quindi anche le stesse borse), non solo ci si crogiola del risultato dell’anno scorso, ben al di sotto del limite di dignità (fissato a una borsa di studio per ogni dottorato!), ma addirittura ci si fregia di aver mantenuto costanti le borse, quando noi sappiamo – bandi alla mano – che non è vero.
Dei dottorati pubblicati sul bando odierno 5 corsi aumentano di un totale di 6 borse rispetto alla proposta di aprile, ma altri 4 corsi perdono complessivamente 7 borse, con il saldo di una borsa in meno. Siamo stati però troppo gentili a confrontare il bando di luglio 2014 con la proposta pervenuta ad aprile 2014: se avessimo confrontato i bandi dei due cicli di dottorato diversi avremmo 8 borse e 57 posti IN MENO! Noi i riferimenti li mettiamo, San Marco i conti come li fa?

Un altro modo per sviare il discorso è sbandierare 100 mila euro per le attività di ricerca dei dottorandi, notoriamente insufficienti per le missioni, in particolar modo quelle internazionali, e davvero pochi rispetto alle dichiarazioni di prospettiva e di intenti del rettore Alberto Tesi.

Rimane ancora aperta la questione dei 9 dottorati che non soddisfano i requisiti su cui l’UniFI tace con imbarazzo.
Per ora bocciamo San Marco sul piano delle argomentazioni – deboli, fuori traccia e fallaci -, chiediamo un incontro urgente al Rettore per provare a non bocciare almeno la fiducia, probabilmente da noi mal riposta.

Studenti di Sinistra – www.studentidisinistra.org

Il dottorato non esiste o è fuori legge e il Rettore fa finta di niente

Le uova rotte del Dottorato

UOVA MARCE NEL PANIERE? ROMPIAMOLE!

Giovedì c’è festa in Signoria.
Il prossimo 10 luglio saranno consegnati i titoli di dottore di ricerca, una celebrazione in pompa magna che si fregia addirittura della cornice di Palazzo Vecchio. Lunga vita a chi ce l’ha fatta, ma per altri studenti non ci saranno nemmeno le speranze di intraprendere il percorso dottorale.

La formazione universitaria è sempre più balcanizzata nei crediti, sempre più accelerata per “meritarsi” il diritto allo studio e solamente finalizzata al conseguimento del titolo. Fare tanti esami in poco tempo vuol dire studiare male, vuol quindi dire essere ancora più ricattabili (non solo dal punto di vista lavorativo) perché siamo sì stracolmi di nozioni, ma navighiamo sostanzialmente nell’ignoranza. Insoddisfatti da come hanno studiato e bisognosi di consolidare le proprie conoscenze, molti vorrebbero trovare rifugio nei corsi di dottorato ma solo pochi potranno ambirne l’accesso. Per gli altri non esisterà un corso di dottorato, saranno tacitamente espulsi dal sistema universitario.

Intanto l’Università di Firenze taglia in sordina i posti disponibili: 24 in meno sui 265 totali proposti in aprile (-9,1%)… e una borsa persa per strada chissà come! La situazione è molto differenziata di dipartimento in dipartimento, per questo invitiamo a vedere i grafici.

Legenda codici

Differenza in borse e posti

Differenza percentuale in borse e posti

Ci sono altre e più infauste sorprese per i dottorati UniFI, leggetene qui sotto.

AMPUTIAMO I POSTI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

I numeri già esigui per il più alto grado della formazione accademica italiana sono tranciati ancora di più dagli ultimi decreti ministeriali, di cui avevamo già previsto il marcio, ma per la prima volta lo vediamo applicato.

Il MIUR impone per ogni corso di dottorato che le università coprano una percentuale di posti in borse. La percentuale è aumentata dal 50% al 75%, una misura che decontestualizzata potrebbe addirittura piacerci (noi avremmo “osato” il 100%). Si tratta però ancora di quegli interventi “senza oneri aggiuntivi per lo stato”, formulina magica con cui siamo cresciuti e di cui abbiamo imparato a diffidare.

Cosa vuol dire aumentare la copertura al 75% “senza oneri aggiuntivi”? Il rapporto di una frazione si aumenta in due modi: o aumentando il numeratore (aumentando le borse) o diminuendo il denominatore (diminuendo i posti). Visto che per aumentare le borse è necessario lo stanziamento di ulteriori fondi, potete solo immaginare quale strada il Ministero indichi tra le righe…

Questo è il motivo principale per cui tanti posti sono spariti, ma non tanti quanti avevamo pronosticato (3 corsi salvi su 22 vuol dire 128 borse e 209 posti spariti). Possiamo davvero stare tranquilli?

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
Cosa è successo nel frattempo?

a)Ci auguriamo che tutte le criticità “qualitative” siano rientrate (difficoltà nel quantificare i fondi stanziati, oppure se tali fondi fossero sufficienti a garantire l’apertura del corso, ma anche semplicemente aver “dimenticato” di inserire le pubblicazioni del collegio docenti): questo porterebbe a 9 il numero di dottorati che agilmente potrebbero essere accreditati dall’ANVUR e che già prima non avevano difficoltà “qualitative” (rispettavano già la soglia del 75%).

b)La riduzione di 24 posti in realtà è concentrata in modo violento sui corsi che prevedevano poche borse (scienze giuridiche e l’area biomedica, ad esclusione di neuroscienze), facendo salire il rapporto per altri 4 corsi per un totale di 13 corsi che rispettano il requisito.

c)Mancano all’appello però ancora 9 corsi di dottorato che sono rimasti alle vecchie percentuali e quindi rischiano di non essere accreditati. Si tratta di più della metà dei corsi delle aree umanistica, scientifica e tecnologica!

Percentuale borse su posti

N.B.: una banda che aumenta o che diminuisce non è necessariamente positiva o negativa: B4 perde 3 borse delle precedenti 9 e 7 posti dei precedenti 15, aumentando la percentuale dal 60% al 75%; T3 guadagna 1 borsa sulle precedenti 5 e 2 posti sui precedenti 7, diminuendo la percentuale dal 100% al 75%.

Una copertura sotto il 75% è una situazione negativa.

9 DOTTORATI FUORILEGGE

Non solo non si aumentano le borse (di almeno 37, come avevamo proposto), ma si mettono a repentaglio i corsi di dottorato nella paura di tagliare posti che andrebbero a sconquassare i rapporti di forza su cui si fondano i dipartimenti: meglio rischiare che salti tutto per aria che mancare di cortesia al baronetto di turno! Si tratta di 55 borse e 104 posti, rispettivamente il 34% e il 43% dei totali: più di una borsa su 3 e quasi un posto su 2 in fumo!

LA STRATEGIA DELLA TENZONE

Visto che abbiamo (forse troppa?) considerazione dei nostri avversari (tutti quelli che ci sbattono in faccia le porte al dottorato), non possiamo credere che una coltre di demenza abbia pervaso San Marco e affini. L’UniFI sta giocando sporco con l’alta formazione: fa finta di non conoscere le direttive ministeriali appellandosi alle linee guida dell’ANVUR. Nessuna agenzia, per quanto considerata, e nessuna linea guida, per quanto desiderata, può valicare un ministero.

Se l’ANVUR dice che è consigliato superare il 75% e il MIUR lo impone, allora che lo si superi. E se non si hanno gli stanziamenti necessari per coprire le borse, che si pretendano stanziamenti dal Ministero piuttosto che costernarsi senza mai fare nulla.

Invece si preferisce fare gli gnorri, addirittura lo si esplicita sul bando (scaricabile qui in PDF) ben al di là di una formula di rito: “[si valuta] che, in caso di eventuale mancato accreditamento di alcuni corsi da parte del MIUR, potrà essere disposta, con successivo decreto rettorale, la non attivazione dei suddetti corsi per l’a.a. 2014/2015, salvo l’eventuale rinvio dell’attivazione degli stessi a seguito delle necessarie integrazioni che il MIUR potrà richiedere prima di concedere l’accreditamento”. L’Ateneo vuole approfittarsi di questo momento di confusione e di riferimenti contraddittori (è però chiarissima la gerarchia della fonte!) per giocarsi la carta dell’ANVUR che spinge per far fare un passo indietro al Ministero, costretto magari dai tanti atenei che con l’UniFI “ignorano” che la soglia al 50% è stata aumentata e che l’ANVUR non fa testo.

Nel bando si scrive pure che è stato raccolto il “parere favorevole del Nucleo di valutazione interna”, un falso (vedi delibera qui in PDF) visto che il NdV si è limitato ad evidenziare “le criticità sopra esposte” per 19 corsi di dottorato su 22 e ha segnalato “l’assenza di criticità” per soli 3 corsi (vedi allegato alla delibera qui in PDF). Il nostro contributo è stato determinante per arrivare a quella delibera, approvata dal Nucleo all’unanimità.

UN RETTORE CHE VOLTA LO SGUARDO

Il rettore Alberto Tesi aveva ripetutamente promesso in occasioni formali e informali (perfino nelle sedute degli organi centrali) che l’Ateneo avrebbe trovato i fondi necessari per coprire almeno il 75% dei posti con borse aumentando le borse. Si è espresso per “iniziare da subito un percorso” e per dare “un segnale dell’importanza che il Dottorato riveste per l’Università”, indicando perfino come l’UniFI avrebbe potuto attutire il colpo. Noi apprezzammo lo sforzo ma siamo consapevoli che il problema non è solo nostro ma dell’Italia intera e abbiamo fatto più proposte (sia qui che qui).

Ci sentiamo presi in giro da un Rettore che non mantiene la parola sul rifinanziamento dei corsi di dottorato, elogiati da lui stesso come “il fiore all’occhiello” dell’UniFI. Tutti quegli studenti magistrali che intendono continuare il proprio percorso accademico dovrebbero invece sentirsi umiliati da questa vicenda.
A questo punto chiediamo a Tesi che si spenda di persona per il totale finanziamento delle borse di dottorato, altrimenti qualsiasi elogio della scuola fiorentina sarà pesato con la credibilità che si merita.

Studenti di Sinistra – www.studentidisinistra.org

Noi non ci accontentiamo! Il nuovo sistema di tassazione e il nostro NO al Manifesto degli Studi

Jurassic TaxDopo quasi due anni di lotta, l’UniFi applica un nuovo sistema di contribuzione studentesca. Fummo proprio noi Studenti di Sinistra più di un anno fa a proporre all’ateneo una nuova direzione e finalmente il Consiglio di Amministrazione del 27 giugno ha approvato il Manifesto degli Studi con un modello di tassazione nuovo, progressivo e più vicino alle esigenze ed alle condizioni economiche degli studenti fiorentini. Come da noi proposto, sono state eliminate le vecchie fasce di reddito ISEE, in favore di una nuova organizzazione caratterizzata da scaglioni più piccoli da 2000 euro, così da eliminare i costosi salti in termini di contributi che determinavano differenze enormi di importi anche per un euro in più nel proprio valore ISEE.
Questo nuovo sistema garantisce inoltre una progressiva solidarietà, ovvero un’aliquota che man mano cresce all’aumentare del reddito: dunque i più ricchi pagheranno proporzionalmente di più dei meno abbienti. Si calcola una diminuzione dei contributi a partire dal prossimo anno accademico per tutti coloro che rientreranno sotto la soglia del 60.000 euro, bilanciata da un aumento per coloro che di fatto rientrano in una situazione economica più agiata.
Abbiamo inoltre proposto e ottenuto che coloro che riporteranno un valore ISEE minore o uguale a 19.000 euro saranno esentati dal pagamento dei contributi universitari, in linea con i criteri utilizzati dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio.
Durante gli incontri ufficiali tra i Rappresentanti degli Studenti e il Prorettore Poggi ci siamo trovati di fronte a rappresentanti di altre liste che: o non ci hanno capito/voluto capire, o ci hanno voluto mettere i bastoni tra le ruote, nell’impossibilità di rivendicare una proposta che non è mai appartenuta a loro. Infatti le altre liste dopo aver inviato le loro proposte con largo ritardo, limitando così i tempi di studio e discussione, dopo aver cercato di screditare il nostro modello, rispettoso dei principi precedentemente condivisi, hanno proposto modelli inaccettabili e in molti punti anche contrari alla Costituzione.
Gli incontri sopracitati non sono stati mai nemmeno formalizzati in modo che, in assenza di verbale, chiunque potesse dire tutto e il contrario di tutto, e prontamente smentirsi il giorno successivo.  Questo ha fatto si che, tra le altre cose, posizioni faticosamente raggiunte in modo condiviso sulla base di semplici argomentazioni si sono trovate  d’un tratto sbriciolate col calar del sole.
A causa di scorrettezze, incompetenze, mancanza di dati o di modelli funzionanti, idee inaccettabili, ostruzionismo, ritardi (però non è mai tempo di discutere di costituzionalità, di extragettito etc. ), interessi personali e incostituzionalità delle proposte che non è stato affatto facile raggiungere questi risultati: di fatto, gli Studenti di Sinistra hanno presentato un modello significativamente più solidale e progressivo di quanto proposto da altre liste studentesche presenti al tavolo di discussione. Perfino l’ateneo, una volta raccolte tutte le proposte si è avvicinato maggiormente al nostro modello, distanziandosi dagli altrui più conservativi.
Non abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo: rimangono ancora pesanti limiti al sistema di contribuzione, uno su tutti l’esistenza degli stessi. Crediamo infatti in un’università gratuita che sempre meno costituisca un ostacolo, e sempre più un servizio da garantire a tutti. In particolare, rimane il rischio legato alla nuova formulazione delle documentazioni ISEE, dettata dal governo Letta, che potrebbe pericolosamente far saltare verso l’alto i valori economici riportati dagli studenti, diminuendo purtroppo l’impatto positivo del nuovo modello UniFi. Proprio per questo avevamo chiesto espressamente che a Manifesto fosse chiara la clausola per la quale, nel caso i contributi incamerati superassero il limite del 20% rispetto al Fondo d Finanziamento Ordinario, l’ateneo avrebbe dovuto attuare una ridistribuzione progressiva dell’eventuale extra-gettito. Non ci hanno ascoltato ed è uno dei motivi che ci ha spinto complessivamente e votare in maniera contraria al Manifesto degli Studi per il prossimo anno accademico. Alcuni media hanno riportato quest’ultima notizia in maniera superficiale, scrivendo che gli Studenti di Sinistra si sono pronunciati contrari . Teniamo a sottolineare che molti aspetti introdotti per il prossimo anno ci soddisfano, anche perché siamo stati noi a proporli in sede istituzionale, ma al tempo stesso, alcuni particolari non proprio di poco conto, ci hanno portato coerentemente a denunciare situazioni che devono assolutamente essere risolte. Non solo la problematica del nuovo ISEE, ma anche la permanenza dei corsi di laurea a numero programmato, dei test di autovalutazione e le c.d. tasse accessorie (tassa di iscrizione ai test, tassa di laurea, ecc) non potevano passare inosservate nonostante il passo avanti effettuato dal nostro ateneo in materia di contribuzione studentesca.
Non ci accontentiamo facilmente, perché sui diritti non ci si accontenta! Chissà se ci sarebbero state queste positive novità se non ci fossero stati gli Studenti di Sinistra… noi crediamo di no. 

Contro il CLAmoroso aumento delle tariffe

cla_aumenti_240dpiDa sempre insistiamo affinché i servizi offerti agli studenti del nostro ateneo debbano essere gratuiti. Tra questi rientrano anche i corsi di lingue straniere frequentabili presso il Centro Linguistico di Ateneo, che ad oggi riportano tariffe diverse per studenti iscritti all’UniFi ed eventuali esterni. Venerdì 27 giugno si terrà il Consiglio di Amministrazione, all’interno del quale si intende aumentare pesantemente le tariffe in questione (quasi il doppio), passando dagli attuali 36 a 64 euro.

Si tratta di un’iniziativa del Presidente del CLA, motivata con argomentazioni di ordine economico-finanziario che poco, secondo noi, hanno a che fare con l’amministrazione di una struttura pubblica come l’Ateneo fiorentino. La richiesta di innalzare i prezzi è stata poi malamente giustificata: perché sono diversi anni che i prezzi restano invariati e per investimenti non essenziali o non di competenza del CLA.

Non siamo assolutamente contrari agli investimenti, ma quando questi sono mirati seriamente al potenziamento del servizio. Oltretutto non sono certo le tasche degli studenti a dover garantire maggiori entrate, ma al contrario bisognerebbe puntare  sempre di più a garantire una massima fruibilità di questi servizi. Al contempo, vorremmo che quest’amministrazione si rendesse conto del fatto che è ormai necessario andare a bussare alla porta del MIUR, prima che a quella degli studenti, che continuano ad essere le vittime incolpevoli, oltre che gli indiretti finanziatori, di un processo di distruzione del servizio pubblico.

Aumentare le tariffe in questo senso, altro non farebbe che rendere più difficoltoso per uno studente accedere a questi corsi, spingendolo a non perseguire il suo interesse o ad andare piuttosto verso quelli erogati da strutture private: dunque, vedendola anche nell’ottica di questa amministrazione, sarebbe certamente una mossa miope e lontana da quanto lo stesso presidente del CLA si auspica: raddoppiare i prezzi non equivale a raddoppiare le entrate (ne è esempio lampante l’aumento delle tariffe della mensa che hanno portato ad una drastica diminuzione dei beneficiari del servizio).

Chiediamo dunque all’Ateneo e in particolare ai membri del Consiglio di Amministrazione di porsi in maniera critica e contraria rispetto a scelte di questo tipo, cominciando proprio dalla seduta di venerdì: non aumentare le tariffe, ma semmai iniziare a concepire l’idea di eliminarle!

Studenti di Sinistra

 

 

@@@@  Aggiornamento  @@@@

Nessun CLAmoroso aumento… per ora

Il cda del 27 giugno non ha deliberato sull’aumento delle tariffe per l’iscrizione ai corsi di lingua del centro linguistico, come proposto dal presidente di quest’ultimo, anche grazie al nostro intervento dudante la seduta del consiglio di amministrazione. Il rischio però è che nelle prossime settimane si riproponga lo stesso rischio, una volta che tutti i consiglieri di amministrazione abbiano acquisito le informazioni necessarie alla decisione. Noi continueremo comunque ad opporci e cercheremo di evitare soluzioni che gravino sulle tasche degli studenti.
Studenti Di Sinistra

Contro potere F

Spettacolo di teatro del Laboratorio teatrale Ecce Theater di Studenti di SinistraContro potere F

La campagna Facciamoci Spazio porta i suoi frutti e continua!

Facciamoci Spazio

Oggi 13 giugno 2014, i Rappresentanti degli Organi Centrali degli Studenti di Sinistra hanno avuto un incontro con il Rettore Alberto Tesi per presentare una proposta di rimodulazione delle aperture dei locali universitari adibiti allo studio. Portando la voce dei collettivi che hanno organizzato la campagna “Facciamoci Spazio” (blog della campagna), nella quale gli studenti stessi hanno tenuto aperti per quattro fine-settimana consecutivi alcuni plessi didattici dell’Università e che ha riscontrato ampia partecipazione da parte della componente studentesca, i rappresentanti hanno presentato al Rettore la proposta che queste aperture vengano effettivamente rese permanenti data la grande necessità di luoghi dove poter studiare, in particolare nei periodi a ridosso delle sessioni di esami.

Nello specifico, abbiamo richiesto di:
- Mantenere per la sede di Santa Verdiana l’apertura delle due aule dalle ore 19:00 alle 23:30 con aggiunta di una terza aula; in concomitanza con le sessioni d’esame di gennaio/febbraio e giugno /luglio estendere l’apertura da tre a sei aule, in quanto questi risultato essere i periodi di maggiore affluenza degli studenti e di conseguenza si rendono necessari spazi maggiori.
- Aprire l’intero plesso di via Laura 48 poiché la sede in oggetto si configura come punto strategico, essendo posta sia nelle vicinanze di uno snodo dei mezzi di trasporto pubblico, ovvero Piazza San Marco, sia essendo a pochi minuti dalla mensa universitaria di Sant’Apollonia (unica, in tutta Firenze, ad essere aperta di domenica); così da poter arginare l’annoso disagio di cui soffre la quasi totalità degli studenti borsisti e residenti al di fuori del centro storico fiorentino.
- Predisporre l’apertura serale -fino alle 23.30-, dal lunedì alla domenica compresi, del Dipartimento di Matematica e Informatica “Ulisse Dini”.
- A ridosso delle sessioni d’esame invernale ed estiva predisporre, di concerto con i Presidenti delle Scuole interessate, l’apertura serale del plesso della Torretta ed estendere l’apertura delle aule studio, site nell’edificio D/14, del Polo delle Scienze Sociali, andando a comprendere la domenica fino alle 23.30.
Il tutto accompagnato da un impegno dell’Ateneo a pubblicizzare quanto più possibile queste aperture.

Il Rettore ha mostrato interesse e disponibilità affinché questa proposta possa trovare attuazione passando per gli Organi di Ateneo, riconoscendo anch’egli l’importanza di questa iniziativa in una città che di fatto ad oggi non garantisce luoghi ed attrezzature che permettano agli studenti di poter condurre senza ostacoli la loro vita universitaria.
Ancora una volta sono gli studenti a dover far fronte alle difficoltà che incontrano nel loro ateneo, e a farsi carico di esigenze collettive che troppo spesso ormai siamo abituati a veder ignorate da una città e da un governo che sembrano essersi dimenticati di questi cittadini.
Apprezzando la disponibilità del Rettore, i collettivi si riservano di stabilire la modalità più opportuna per avviare il lavoro negli Organi Centrali al fine di ottenere in toto quanto proposto. Troppo spesso,infatti, ci siamo ritrovati a confrontarci con interlocutori che portavano avanti interessi altri rispetto a quelli degli studenti. Per queste motivazioni intendiamo noi, studenti, essere primi e unici interlocutori con l’amministrazione e le organizzazioni dei lavoratori per presentare un progetto che il più possibile rifletta le esigenze delle parti coinvolte.

La campagna “Facciamoci Spazio” (piattaforma) ha dunque portato i suoi frutti e ne porterà ancora, dimostrando una volta di più come gli studenti possano, attraverso l’ aggregazione, l’auto-organizzazione e la movimentazione dal basso, formulare proposte concrete, smentendo le voci che li etichettano come inconcludenti, disorganizzati e riottosi.

Studenti di Sinistra
Collettivo Laboratorio15 – Psicologia
Collettivo RossoMalpolo – Polo delle Scienze Sociali
Collettivo Filo da Torcere – Ingegneria
Collettivo Codice Rosso – Medicina
Collettivo di Scienze
Collettivo Lettere e Filosofia
Collettivo Ark – Architettura

Le nostre proposte alla Regione Toscana: aumentare le risorse al Diritto allo Studio.

SI può logoCome studenti e studentesse che da anni si battono per il diritto allo studio, abbiamo lanciato la campagna regionale “Il Diritto allo Studio si deve fare!” entrando in 40 nel palazzo della Regione di Firenze per presentare con forza le nostre rivendicazioni per una regione realmente a misura di studente.

L’impegno preso dall’assessore Bobbio a confermare lo stesso livello di risorse stanziate l’anno passato non cancella l’incertezza, fatta intendere dall’assessore stesso, sui finanziamenti futuri. Diventa oggi centrale porsi il tema delle risorse, degli investimenti e delle scelte politiche che stanno dietro al piano economico, in un contesto in cui le politiche di austerità e i vincoli di bilancio come il patto di stabilità vanno a danno delle fasce più deboli della popolazione. Solo investendo in una formazione per tutte e tutti è possibile dare nuova linfa ai saperi come bene comune, anziché come strumento di esclusione, e diminuire le disuguaglianze sociali.

Per questo, siamo partiti dalle rivendicazioni sul bando borse di studio del prossimo anno accademico, interpretandolo come un documento fondamentale per conseguire avanzamenti materiali nella vita quotidiana degli studenti. Forti anche della mozione approvata dal Consiglio regionale degli studenti, abbiamo riportato i nostri obiettivi:

  • aumento della soglia ISEE da 19.000 a 20.000€ per aumentare la platea dei beneficiari di borsa, strumento fondamentale per proseguire gli studi in questo periodo di forte crisi, e per scongiurare l’impatto escludente del nuovo metodo di calcolo dell’ISEE approvato dal governo Letta (secondo uno studio effettuato da ERGO, ente regionale per il diritto allo studio dell’Emilia-Romagna, è stimabile l’esclusione del 15% degli attuali idonei se il nuovo metodo di calcolo venisse usato per il prossimo bando);
  • revisione in termini più equi delle fasce interne ai borsisti per un aumento degli importi della borsa;
  • gratuità della permanenza nelle residenze per gli studenti che si laureano alla triennale nel secondo semestre del quarto anno ma intendono iscriversi alla laurea magistrale (attualmente dal giorno alla notte si trovano a pagare 165€ al mese);
  • riconoscimento fra i beneficiari degli studenti “richiedenti asilo” al pari degli studenti che hanno già ottenuto lo status di rifugiati;
  • estensione i benefici attualmente riservati agli studenti coniugati agli studenti che hanno registrato la loro unione civile;
  • gratuità della permanenza nella chiusura natalizia delle residenze eabbassare la tariffa chiesta agli studenti per la permanenza ad agosto (attualmente 165€);
  • revisione dei requisiti di merito per gli studenti che effettuano passaggi di carriera, vista l’attuale impossibilità di confermare la borsa di studio per gli anni successivi se viene chiesto il riconoscimento dei crediti della carriera precedente.

Di fronte a queste richieste, l’assessore ha chiuso nettamente sulla possibilità di un aumento delle risorse da trasferire sulle borse di studio, quindi opponendosi all’aumento della soglia ISEE e alla revisione delle fasce interne ai borsisti. Riteniamo questa una scelta tutta politica che deve essere messa in discussione nei prossimi mesi con riferimento ai bilanci previsionali della Regione e del DSU. C’è stata, invece, un’importante apertura sull’adeguamento del parametro ISPEP (che fotografa la situazione patrimoniale) dagli attuali 31.500€ a 33.000€ e abbiamo ottenuto – già dalla pressione fatta sul DSU – la gratuità della permanenza nelle residenze nel periodo natalizio.

Sugli altri punti abbiamo assistito a chiusure ideologiche e a un’impreparazione di fondo che ci spinge a non fermarci in vista delle prossime scadenze, a partire della Conferenza regionale DSU che parlerà a breve del bando borse di studio del prossimo anno.

Vogliamo arrivare a quel momento con un percorso di coinvolgimento e di partecipazione attiva degli studenti, per conquistare un aumento di livelli qualitativi e quantitativi dei servizi e dei benefici.

Studenti di Sinistra (Firenze), Sinistra per… (Pisa), LINK Siena (Siena)

Fi, Pi, Si

Il Diritto allo Studio si DEVE fare!

Campagna per una Regione a misura di studente.Si DEVE fare

Il diritto allo studio in Italia è in pessime condizioni. La Toscana è fra le poche Regioni che garantisce la copertura totale degli aventi diritto alla borsa, ma gli ultimi avvenimenti non ci lasciano tranquilli.

Il clima politico nazionale ci parla di tagli alla spesa pubblica che, a partire dal decreto 66/2014, investono direttamente i bilanci regionali: per la Toscana 40 milioni di euro in meno necessari a coprire gli ingannevoli 80 euro in busta paga. In questo contesto la Regione deve indicare con chiarezza quale futuro aspetta il diritto allo studio universitario. Oggi chiederemo quali ricadute subirà il DSU all’assessore regionale con delega all’istruzione e al diritto allo studio Emmanuele Bobbio in occasione dell’incontro sul bando borse di studio 2014/2015.

Come Studenti di Sinistra – Firenze, Link – Siena e Sinistra per… – Pisa, lanciamo oggi una campagna regionale per il consolidamento e l’estensione dei benefici del diritto allo studio. Partiamo  dalla richiesta alla Regione di confermare le risorse trasferite al DSU negli ultimi anni, ma è necessario aumentare i finanziamenti nei prossimi anni per dare concretezza alla volontà espressa sia dal CdA dell’ARDSU sia in passato dalla Regione di aprire nuovi servizi e di aumentare il numero degli alloggi per coprire il fabbisogno  (4465 alloggi disponibili a fronte di 7366 aventi diritto a livello regionale). Le nuove risorse risultano fondamentali, sia a livello di spesa corrente per la gestione dei servizi, sia in termini di nuove assunzioni di personale.

Non rivendichiamo soltanto l’aumento delle risorse, indichiamo anche 3 obiettivi prioritari sulla loro destinazione.

l’aumento della platea dei beneficiari innalzando il limite massimo ISEE a 20.000 euro;

- un investimento nelle mense universitarie e il ritorno a una tariffa unica a 2,50 euro per un servizio per tutti e non solo per borsisti e ISEE bassi;

agevolazioni agli studenti sul costo degli abbonamenti sui trasporti con convenzioni da attivare con le compagnie urbane e Trenitalia.

Il diritto allo studio non può essere soggetto alla volontà politica contingente o alla compatibilità di bilancio: in quanto diritto fondamentale, il diritto allo studio si deve fare!

Nonostante le nostre richieste l’assessore Bobbio non si è voluto sbilanciare.

Riconosciamo la volontà della Regione di mantenere gli impegni presi in termini di investimenti, ma al contempo è stato affermato che non ci sono prospettive per il futuro con un laconico “faremo il possibile. La volontà non basta, bisogna costruirsi le sicurezze e avere una progettualità per il futuro e non rimanere in balia delle decisioni scellerate di un governo, crogiolandosi nei risultati sventolati dalla Regione Toscana.

Nel particolare:

non sarà possibile aumentare i finanziamenti a parità dei trasferimenti statali, disattendendo le volontà e del CdA ARDSU e della Regione di ampliare beneficiari, potenziare servizi, aumentare finanziamenti.

- si intende infatti mantenere costante la soglia ISEE sotto cui si ha accesso alla borsa, facendo finta che non esistano altri studenti che necessitano garanzie a fronte delle difficoltà quotidiane;

- raccogliamo però l’intenzione, quando ci sarà l’attuazione del nuovo ISEE, di “ridiscutere”… una formula alquanto vaga vista la criticità dell’argomento!

- notiamo chiusura totale sulla tariffa unica per la mensa e anzi ascoltiamo una presa di posizione che considera “giusto” veder fasciati i servizi… alla faccia della generalità del servizio!

- si ritiene “interessante” il punto sui trasporti… senza entrare nel merito delle possibilità di migliorare la situazione attuale!

-sono confermati gli investimenti non solo sul mantenimento dei servizi attuali, ma anche sui progetti in corso su cui vigileremo e ne pretenderemo un andamento positivo e tempi utili affinché si realizzino il prima possibile.

Viste le dichiarazioni di oggi, questa nostra campagna trova ancora più legittimità. Abbiamo appena cominciato e ci sembra che la strada da percorrere sia ancora lunga e piena di ostacoli, che anche oggi si sono palesati. Continueremo nei prossimi mesi a sensibilizzare la popolazione studentesca intorno a questi temi e continueremo ad alimentare un lavoro negli organi al fine di ottenere quanto rivendicato oggi: il diritto allo studio si deve fare!

Studenti di SInistra (Firenze), Sinistra Per… (Pisa), Link SienaFi, Pi, Si

Studenti di Sinistra - Università di Firenze
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