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Il Sapere non è mano piena / mano vuota

Grazie al nostro intervento la situazione dei corsi di dottorato fiorentini ha avuto risonanza perfino sui media. Le stime riportate sulla stampa sono conservative perché solo un parametro sugli 8 richiesti è stato considerato. (cfr. nota MIUR del 24 marzo 2014 e allegato PDF)
Le criticità sono note e non si esauriscono nel mancato adeguamento al 75% del rapporto borse/posti, ma arrivano alla difficoltà  dei dipartimenti nel sapere quanti fondi sono stati stanziati.  Addirittura, nel caso tali informazioni fossero disponibili, sarebbe  comunque complicato valutare se queste risorse finanziarie siano sufficienti a garantire l’apertura del corso di dottorato. Questa  situazione è  anche dovuta alla carenza di amministrativi causata dal blocco del turn over contro cui ci siamo sempre scagliati, troppo spesso in solitaria.
Stando quindi alla “simulazione” del Nucleo del 14 aprile non sarebbero a rischio 50 borse ma 128 borse su un totale di 148 (86%) e perfino i posti potrebbero essere soppressi, scomparendo 209 posti su 235 (89%). In sostanza a Firenze dopo la magistrale ci sarebbero possibilità solo per agraria, storia e fotonica.
Nel Senato Accademico del 16 aprile è passata la pratica di istituzione dei corsi di dottorato di ricerca del XXX ciclo col solo nostro voto contrario. Non è possibile che gli unici a denunciare una situazione così disastrosa siano gli Studenti di Sinistra e solo sotto nostro sollecito riusciamo a far sbottonare il Rettore su una delle tematiche fondanti dell’Università. Tesi ci ha dato ragione soprattutto riguardo alla necessità di “iniziare da subito un percorso” e dando “un segnale dell’importanza che il Dottorato riveste per l’Università”, facendo notare che alcuni dei fondi destinati agli Assegni di Ricerca potrebbero essere utilizzati proprio per il Dottorato.
Dando uno sguardo più globale alla situazione dei Dottorati in Italia, inoltre, è da notare il fatto che non ci saranno più fondi destinati esplicitamente ed unicamente al capitolo di spesa “Dottorati di Ricerca”, ma verranno inseriti nel buglione del fondo unico di finanziamento ordinario e quindi nessuno garantisce che potranno essere utilizzati per scopi diversi. Il Rettore ci ha rassicurati sul fatto che questo non succederà nella nostra sede ma, chiaramente, non possiamo avere garanzie per gli altri Atenei né che l’assenza altrove di politiche di potenziamento delle borse di dottorato non si riversi  sull’UniFI: se non ci sono borse in altre città gli studenti fuori sede andranno a Firenze esasperando il problema.
C’è solo un modo per uscire da questo incubo e invertire la tendenza: la comunità accademica tutta deve imporsi a livello nazionale contro ministeri e governi multicolore buoni solo a tagliare risorse all’istruzione, l’università e la ricerca (e non solo…). Per troppo tempo siamo stati l’unica voce ancorata al drammatico senso di realtà, non possiamo più giustificare la mancata consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti, né a maggior ragione possiamo permetterci un’accettazione passiva, complice e reitrata, del disastro in corso da parte di chi, accanto a noi, compone il mondo accademico.
Dunque si facciano anche loro testimoni e portatori del disagio che il sistema universitario sta vivendo.

Fatto XXX? Facciamo XXXI?

Corsi di dottorato UniFI in pericolo!

Nella seduta del 15 aprile 2014 del Nucleo di Valutazione solo 3 corsi di dottorato sui 22 proposti per il XXX ciclo hanno varcato indenni la mannaia dell’accreditamento.
Se l’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca) avesse fotografato la situazione attuale dei dottorati interni all’UniFI, quasi il 90% (86,4%) sarebbe stato a rischio soppressione. Fortunatamente il passaggio in NdV è stato una prova tecnica di trasmissione e (al momento) non si farà male nessuno.

La ghigliottina dei dottorati

Non vorremmo, però, che nella mera ottica dell’adempimento ci dirigessimo verso prospettive peggiori dell’attuale. Ad esempio, da un anno a un altro la normativa ha alzato la percentuale minima di posti coperti da borsa rispetto ai posti sul totale dal 50% al 75% necessaria per l’attivazione del corso di dottorato. Potremmo venire incontro alle norme se aumentassimo i posti coperti da borsa, ma quanto ci scommettiamo che diminuiranno i posti totali? Se per un dipartimento c’erano 4 borse su 8 posti (50%), quanto scommettiamo che invece di passare a 6 borse su 8 totali (75%) scenderanno a 5 posti totali di cui 4 borse (80%)?
La nota rettorale relativa all’attivazione ci rassicura… in negativo! “Per quanto riguarda le risorse di Ateneo, si prevede uno stanziamento complessivo pari a quello del XXIX ciclo in termini di borse, comprensive della maggiorazione per i periodi trascorsi all’estero, e di budget della ricerca”. Questa è la direzione sbagliata, la strada è rifinanziare le borse, non tagliare i posti!

Da parte nostra critichiamo aspramente l’ANVUR e la procedura AVA: invece di guidare i corsi – da quelli di laurea triennale ai dottorali – verso un potenziamento dei punti di forza e un’eliminazione delle criticità (metodo maieutico) si sopprimono i corsi (metodo abortivo) e con essi tutto ciò che veramente potesse essere di Qualità - quella vera e di sostanza - e non nell’ottica filtrata di indicatori discutibilissimi.
L’ANVUR è artefice del nuovo pensiero unico accademicose sei buono mi sopravvivi, se sei cattivo ti sopprimo. In altre parole l’egemonia “meritocratica” alle estreme conseguenze.
Non è che con la scusa della qualità ci stanno vendendo l’ennesima politica di demolizione dell’Università, sotto le mentite spoglie di numeri, tabelle, indicatori?

Solidarietà progressiva 2: restiamo sul pezzo!

Venerdì 7 marzo c’è stato il secondo incontro sulle tasse tra tutti i rappresentanti degli studenti negli organi centrali (Senato, Consiglio, Nucleo) e la governance di Ateneo nelle persone del prorettore vicario (vicerettore) Poggi che presenzia la parte politica e della neo-direttrice generale Sassi per la parte amministrativa.

L’Ateneo ha accolto i princìpi generali della nostra proposta, i “quattro pilastri” su cui mai avremmo ceduto: progressività, continuità, innalzamento soglia zero alla soglia DSU di 19.000 euro, tassazione diversificata over 75.000 euro. Questo risultato fondamentale è frutto di uno studio collettivo e partecipato che ormai è cominciato più di un anno e mezzo fa: ringraziamo tutti i soggetti – singoli e collettivi – che hanno partecipato a questo progetto. Se  troveremo ancora “rese tecniche” più  soddisfacenti, non esiteremo a raccoglierle e integrarle nel nostro modello.
Abbiamo preliminarmente presentato il nostro sistema costruito ad hoc su questi princìpi: la SOLIDARIETÀ PROGRESSIVA è riuscita a soddisfare tutti i dubbi e a reggere a tutte le critiche avanzate in quella sede. Restano da vagliare i modelli che le altre liste hanno cominciato a presentare più o meno timidamente. Tra le proposte “degne di nota” c’è quella di Centrosinistra per/Sinistra Universitaria (a quanto pare già archiviata) che segue il metodo milanese (UniMI) di diversificare i contributi a seconda della Scuola/Facoltà di provenienza degli studenti… Ci sorprende che un’idea avanzata dall’ex direttore generale Colucci e già cassata dall’Ateneo sia riportata in auge: se il direttore uscente proponeva di differenziare le tasse secondo opportunità lavorative (proposta che non ci manca, tant’è vero che abbiamo consigliato provocatoriamente di pagare gli studenti che scegliessero di iscriversi a filosofia), l’UniMI è riuscita a fare forse di peggio differenziando le tasse in base ai costi della didattica, non solo quindi prevedendo un diritto allo studio diversificato a seconda delle scelte personali, ma sottacendo il pericolosissimo concetto per cui il costo dei servizi pubblici debba essere proporzionato alla prestazione offerta. Rimaniamo sempre ancorati al nostro faro, che è l’Università gratuita sostenuta dalla fiscalità generale secondo criteri di progressività sulla capacità contributiva, e non diritti dai costi progressivi, gli ultimi facendo da deterrente al godimento dei primi.

Sulla falsariga di questi argomenti, abbiamo convinto le altre liste dell’approvazione di un documento preliminare alla proposta di nuova tassazione in cui si mettano nero su bianco questi princìpi e più in generale la cornice politica in cui ci muoviamo.

Resta tutta aperta la partita sull’extragettito, che noi vogliamo utilizzare per coprire come rimborso quelle tasse stabilite per legge che l’UniFI non ha l’autonomia di azzerare, a cominciare dai meno abbienti. Le rappresentanze studentesche tutte intendono inserire come trattare l’extragettito da Manifesto degli Studi, in modo da vincolare l’Ateneo ed evitare qualsiasi ripensamento in corso d’opera; il Prorettore preferisce eclissare e vuole posticipare questa discussione a data da definirsi. Noi non ci fidiamo e vogliamo che il discorso sull’extragettito proceda adesso e parallelamente al discorso tasse. Nessuno studente vuole che le tasse siano più alte rispetto a quelle pattuite.
Al momento Lista Aperta ha riproposto che l’extragettito fosse reinvestito in produttività e merito: tutti sanno che i rimborsi per produttività e merito sono lo strumento per “premiare” alcuni studenti che macinano esami con media alta (sta ancora tutto da dimostrare se sono “meritevoli”) con i soldi di tutti gli altri studenti; essendo però un rimborso che vale fino a concorrenza tasse, l’agevolazione è nei fatti molto più sostanziosa per redditi medio-alti che pagano di più rispetto a redditi inferiori che pagano di meno (se non assente per i borsisti). Riteniamo che ogni discorso sul “merito” è successivo alla realizzazione delle pari opportunità di tutti e rischia di sviare l’argomento.


 


Studenti di Sinistrawww.studentidisinistra.org


JURASSIC TAX vs PROGRESSIVA SOLIDARIETÀ

Jurassic Tax
Courtesy of jmtb02: http://jmtb02.com/

Rivoluzionare le tasse? Basta applicare la Costituzione.

È quello che diciamo da sempre: tutti devono contribuire alla collettività in modo progressivo a seconda della capacità contributiva di ciascuno. Una fiscalità generale improntata alla solidarietà deve garantire strutturalmente i diritti sociali.

Eppure la situazione, al contrario, è ancora jurassica! La tassazione non è solidale perché non tutte le fonti di reddito sono tassate progressivamente (ad esempio le rendite finanziarie) e gli stessi redditi dichiarati non sono effettivi ma spesso, in particolare per i lavoratori autonomi, sono indotti da studi di settore, o concordati col Governo (leggasi voto di scambio), o comunque “ritoccati”.
Un’Università Bene Comune è gratuita, accessibile a tutti e non fa distinzioni di censo; siamo invece davanti a quanto di più lontano prevedessero i costituenti.
La tassazione universitaria soffre di difetti intrinseci:
  • il fatto stesso che sia prevista una tassazione, mentre gli Atenei devono essere finanziati dalla fiscalità generale e non con tasse sul servizio;
  • la tassazione varia in funzione dell’ISEE (indicatore di situazione economica equivalente), che simula solo da lontano la capacità contributiva;
  • anche se l’ISEE fosse un buon indicatore, a Firenze funziona male lo stesso perché le aliquote sono regressive: più alte per ISEE bassi, più basse per ISEE alti. La regressività è iniqua.
Non sarà una passeggiata ma andiamo avanti per la nostra strada.
Il primo piccolo grande passo è implementare una tassazione giusta almeno in rapporto all’ISEE. Bisogna prevedere che chi ha di più aiuti chi ha di meno con tasse crescenti per ISEE crescenti, sia in senso assoluto che relativo (in percentuale sull’ISEE). Abbiamo chiamato il nostro modello “SOLIDARIETÀ PROGRESSIVA” ed è possibile scaricarne una descrizione dettagliata al seguente link: >>> NUOVO MODELLO DI TASSAZIONE <<<
Il sistema che proponiamo ha per fondamenta quattro punti (che chiamiamo “quattro pilastri“):
  1. progressività: chi ha di meno paga meno di chi ha di più anche in percentuale;
  2. continuità: niente balzi tra un ISEE e un altro;
  3. soglia zero allineata alla soglia per la borsa DSU (19.000 euro) sotto cui sono previsti zero contributi;
  4. diversa tassazione sopra i 75.000 euro.
Siamo i primi in Italia a proporre un sistema del genere e vogliamo che il nostro Ateneo sia altrettanto all’avanguardia.

 

Studenti di Sinistrawww.studentidisinistra.org

 

AGGIORNAMENTO: si è tenuto l’incontro con l’Ateneo. Al momento ci riteniamo soddisfatti, ma l’avventura continua!

 

SCHEDE DI CARTA ADDIO!

ELEZIONI TELEMATICHE PIÙ VICINE AGLI STUDENTI

Già da tempi non sospetti di demagogia, noi Studenti di Sinistra portiamo le lotte degli studenti dove le decisioni sono prese, per il diritto allo studio e la didattica, la libertà dell’insegnamento e della ricerca e avversiamo tutte quelle logiche antisociali asservite al profitto e al clientelismo, riuscendo spesso a stroncarle sul nascere.

Per quanto rimanga SOLO uno strumento, la rappresentanza negli organi collegiali si è dimostrata negli anni preziosa, sia negli organi centrali “generalisti” (Consiglio d’Amministrazione, Senato Accademico, Nucleo di Valutazione, gli organi del DSU Toscana), che negli organi “tematici” (Giunta e Consiglio Utenti SIAF per l’informatica e le telecomunicazioni, Consiglio Direttivo del CLA per le lingue, Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità e i diritti civili). Ciò che ci contraddistingue da qualsiasi lista di Ateneo è che ogni decisione è discussa insieme, presa tra pari, in piena libertà; i rappresentanti non valgono né più né meno di altri e si fanno veicolo della discussione di Collettivo negli organi collegiali. Solo in questo modo possiamo realizzare una “rappresentanza senza delega”, dove chiunque possa partecipare, confrontarsi e costruire insieme la politica all’interno dell’UniFI (e non solo), senza farsi condizionare da enti esterni quali partiti, sindacati e/o lobby confessionali di cui altre liste sono propaggine.
Un passaggio importante che chiama ogni due anni tutti gli studenti alle urne è il rinnovo della rappresentanza studentesca. Convintamente ci partecipiamo e convintamente spendiamo le nostre forze in periodo elettorale per ottenere la più ampia partecipazione alle elezioni. Noi e i collettivi delle Scuole siamo gli unici tutori della correttezza delle operazioni: ne sono testimonianza la quantità di verbalizzazioni di scorrettezze che abbiamo segnalato, non facilmente misurabili a fogli, ma a kilogrammi. Il far west che si scatena sotto elezioni è lo scenario che una politica di ispirazione partitica offre, tra i più abominevoli frutti di chi brama poltrone a difesa di interessi estranei alla comunità studentesca, disposta perfino a sacrificare Firenze sull’altare dell’inutile CNSU (organo nazionale di soli studenti con solo potere consultivo, palestra di politica partitica in attesa di un posto più in alto). Fortunatamente ci siamo noi che ci frapponiamo a queste nefandezze.
Da mesi ci stiamo anche occupando di revisionare il regolamento elettorale di Ateneo, che urge di un restauro anche a passo coi tempi e che contrasti gli abusi. Le novità più visibili che stiamo proponendo in sede centrale sono le elezioni telematiche, che abbandonino carta e matita e accolgano elaboratori e videoterminali. Al di là di suggestioni distopiche e cyberpunk, non ci lasceremo sfuggire l’opportunità di un aumento della partecipazione alle urne sia perché sarà possibile votare in qualsiasi seggio per qualsiasi combinazione di organi di cui si è elettori attivi (dal Consiglio di Corso di Laurea fino al DSU, passando per le Scuole), sia perché stiamo lavorando per aumentare lo spettro di apertura dei seggi a una settimana intera invece che per due giorni.
L’Ateneo ha fiutato inoltre l’affare dell’abbattimento dei costi a medio e lungo termine e sta spingendo verso la sua realizzazione già per la prossima tornata della primavera 2015.
Non vediamo perché opporci a un’evoluzione in tal senso, per una volta che c’è convergenza di interessi tra l’amministrazione e noi!
Vogliamo però che il sistema sia progettato e costruito a modo, che siano tutelati gli interessi degli studenti e che rigetteremo qualsiasi proposta raffazzonata e senza averla opportunamente valutata.
In particolare abbiamo segnalato le seguenti criticità:
0)Il personale di Ateneo, perno delle elezioni e senza cui non sarebbero fattibili, attualmente viene intercettato – per non dire cooptato – per adempiere alle funzioni di presidente di seggio e di segretario. Riteniamo che il personale debba  essere formato prima delle elezioni sul sistema e sul regolamento elettorale in vigore e debba essere retribuito dignitosamente in base al delicatissimo compito a cui è addetto in quei giorni. Non accetteremo né dilettantismi ai seggi tanto da dover insegnare il regolamento ai presidenti (a maggior ragione con un sistema telematico), né che l’Ateneo lucri sulle spalle dei lavoratori.
1)Riteniamo cruciale la scrematura prima delle elezioni di chi non abbia lavorato nelle sedi universitarie ma si presenti solo durante le elezioni. Vogliamo una scrematura politica che non renda più difficile del dovuto l’autenticazione delle sottoscrizioni: pensiamo a un’interfaccia semplice e intuitiva simile alla prenotazione degli esami, che con la presenza contestuale di un autenticatore permetta la sottoscrizione con qualsiasi computer in ogni dove.
A fronte di una semplificazione della procedura, bisogna moltiplicare il numero di sottoscrizioni richieste fin d’ora: è risibile che siano sufficienti anche meno di 50 firme (meno dei compagni di studio che una sola persona possa avere all’Università) per concorrere nelle Scuole e negli Organi Centrali, e questo è un caso in cui la quantità fa qualità.
2)Vogliamo che tutto quanto concerne codici e architetture sia accessibile, libero, aperto e trasparente. Questo da un lato per potenziare la sicurezza della struttura, da un altro per non innescare odiosi meccanismi di compravendita di cui l’Università non deve rendersi protagonista. Per fare questo abbiamo bisogno di promuovere parallelamente di un regolamento sulle licenze software che – caso rarissimo in Italia – l’UniFI non ha ancora adottato.
Siamo la forza politica che più si è spesa per questo sistema e più ci spenderemo perché vogliamo che sia a regola d’arte e a prova di imbroglio. Per ora siamo fiduciosi del lavoro svolto in Ateneo, ma sia chiaro che non tollereremo che questo sistema parta già storpio.

Studenti di Sinistra
www.studentidisinistra.org

Fuori l’omofobia e la transfobia da Palazzo Vecchio!

 

*************** PROGRAMMA ***************

clericali

ORE 10.30 – CONCENTRAMENTO in piazza della Repubblica

ORE 11.30 - 30 – CONCENTRAMENTO in Piazza della Repubblica

IN CORTEO verso Palazzo Vecchio!
cacerolazo, canti, scazzi, danze, baci, abbracci,…

ORE 12.00 – CONVEGNO APERTO in via Vaccareccia (lato Revoir)… aspettando che il Sindaco di Firenze  e gli organizzatori del convegno scendano dal Palazzo per ascoltarci e parlare con noi…

ORE 12.30 – TUTTI A CASA! Soddisfatti o rimborsati.
(e pronti a nuove proteste).

****** COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI ******

Domenica 19 gennaio 2014 a Palazzo Vecchio si svolgerà un’iniziativa assai bizzarra. Il Comune ospiterà infatti una manifestazione e un convegno di Manif Pour Tous, un’espressione della destra clericale che contesta la legge contro l’omo-transfobia.

«Partendo da un sentimento di amore per ogni persona», Manif Pour Tous vuole potere continuare a discriminare gay, lesbiche, bisessuali, trans* ed intersessuali, smerciare odio sociale a basso costo e avvelenare gli animi arrivando a dipingendoci come soggetti pericolosi. Partendo dall’amore, insomma, arrivano direttamente a spacciare paura.

In condizioni ottimali, di piena tutela dei diritti e di eguaglianza tra persone, uno Stato non solo negherebbe le proprie sedi istituzionali per iniziative come questa, ma difenderebbe i propri cittadini dai discorsi di odio e dai fiumi di violenza verbale che si riversano quotidianamente contro lesbiche, gay, bisessuali, trans* e intersessuali.

Invece, mentre noi lavoriamo ogni giorno nelle scuole per prevenire violenza e bullismo, Manif Pour Tous si attrezza per impedirci di prendere parola. Mentre cerchiamo di essere cittadine e cittadini a pieno titolo, con pari diritti, Manif Pour Tous pretende che continuiamo ad essere cittadini a metà. Mentre noi stiamo a contare i nostri morti uccisi dall’odio e dalla violenza, Manif Pour Tous fa bella mostra di sé in un salone rinascimentale.

Inoltre, l’iniziativa di Firenze si affianca a un’iniziativa simile a Roma e segue quelle di Verona, Brescia e Perugia dello scorso autunno. Si inserisce, inoltre, in un percorso quasi intimidatorio che contesta la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015), approvate dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Per di più, gode di numerosi appoggi politici, come dimostra la presenza di rappresentanti del Governo quali il ministro Quagliariello e il sottosegretario Toccafondi.

Chiediamo al Comune di Firenze di astenersi dal concedere una sala di alto valore simbolico come il Salone dei Cinquecento o il Salone dei Dugento.
Per questo, domenica, non staremo a guardare, a lasciare che passi anche questa, nell’indifferenza generale. Vogliamo sapere da che parte sta il Comune di Firenze? Da che parte sta il Sindaco di Firenze e Segretario nazionale del Partito Democratico Matteo Renzi?
Il Movimento LGBTI* della Toscana – fatto di associazioni, gruppi informali e singol* attivist*– non rimarrà in silenzio e promuoverà una contromobilitazione. Riteniamo necessaria una risposta pacifica di quella parte della città che crede realmente nel valore delle differenze e del rispetto della dignità umana.

ADESIONI: (Associazioni LGBT)

AGEDO Associazione Genitori, Familiari ed Amici di Omosessuali – Toscana
Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno”
Arcigay Grosseto “Leonardo Da Vinci”
Arcigay Siena “Movimento Pansessuale”
Arcilesbica Firenze
Arcilesbica Pisa
Associazione Consultorio Transgenere (Torre del Lago)
Azione Gay e Lesbica – Firenze
Comitato Gay e Lesbiche Prato
Famiglie Arcobaleno
Gay Net Toscana
Gruppo Giovani GLBTI* – Firenze
Intersexioni
IREOS Comunità Queer Autogestita – Firenze
Laicità e Diritti
Lei disse Si – Spos* in fuga
Noi, naturalmente (Montevarchi)
Pink Riot – Arcigay Pisa
Rete Genitori Rainbow

PER ADESIONI (singoli, gruppi, associazioni):
fuoriomofobiafirenze@gmail.com

ALTRE ADESIONI

— associazioni, reti, movimenti, imprese —-

SNOQ Se Non Ora Quando (Firenze)
ARCI Firenze
Arcigay nazionale
Rompiamo il silenzio Bergamo https://www.facebook.com/events/585675634841875
Equaility
Arcigay Torino Ottavio Mai
Redazione sito www.approfondendo.it
Progetto Uguali per Legge
Fabrik Firenze
Arcigay Pavia Coming-Out
PerUnaltracittà – Lista di cittadinanza
L’Altracittà – Giornale della Periferia
Cuntala (Barbara Imbergamo)
Arcigay Antinoo (Napoli)
Ore d’Aria (Firenze)
Associazione Fiumi di Acqua Viva (Firenze)
ANDDOS, associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale
Spazi Liberati
Collettivo Nosmet (Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Firenze)
Azione Civile (Prato)
Arcigay “Marcella di Folco” Salerno
Sinistra Universitaria-UDU
Coop 21 – Cooperativa Sociale (Firenze)
Arcigay Palermo
Libere tutte (Firenze)
Circolo Firenze Est di Sinistra Ecologia e Libertà
Azione Civile Toscana
Collettivo Lettere e Filosofia
Coordinamento fiorentino contro la Violenza di Genere e il Sessismo
Laboratorio per la laicità – Firenze
Associazione C.R.E.T.E.
Rio Mezzanino
Malcercone Trio
Shot of Love
Tessere Culture onlus
“Associazione periferie al Centro” – Fuori Binario
Il Giardino dei Ciliegi
Giovani Comunisti di Firenze
Rete delle Donne SEL di Firenze
Cipì (Collettivo Insegnanti precarie/i e inoccupate/i) di Firenze
Studenti di Sinistra di Firenze
Medicina Democratica, sez.Pietro Mirabelli, Firenze

— persone —

Vincenzo Mongiardo
Andrea Puggelli
Alessandro Cresci, consigliere provinciale di Firenze
Lea Fiorentini Pietrogrande
Neri Negrelli, vicepresidente naz. Libera Uscita
Marco Sodi
Francesca Chiavacci
Daniela Quatraro (avvocata)
Riccardo Guerrini
Giorgia Massai
Massimo Palumbo
Fiammetta Gori
Tatiana Bertini
Elisa Cesan
Massimiliano Piagentini
Giovanna Niccoli
Massimo Duranti
Debora Picchi
Jonathan Retico
Giovani Comunisti di Massa Carrara
Charlotte Bichet
Roberta Montanari
Piero Sollazzi
Alessandro Santoro, prete Le Piagge
Katia Beni
Anna Meucci
Aurelio Mancuso
Donella Verdi
Manuela Salis
Marco Filippini

Link all’evento facebook: https://www.facebook.com/events/514783508637272

Aggiornamento :


Ascoltate il passaggio dal primo volantino, al secondo volantino del convegno registra questa situazione che sono tutte NOSTRE VITTORIE:
1) La Manif ha tolto formalmente, ma non effettivamente, il patrocinio dal convegno. Verosimilmente i partecipanti al convegno sono gli stessi che smetteranno il flash mob alle 11. Gli orari parlano chiaramente.
2) La Manif ha rimosso la prima stesura delle locandine del convegno.
3) Il comune di Firenze ha rifiutato la sala del 500, precedentemente concessa.
4) Il comune di Firenze ha rifiutato la concessione della sala in forma gratuita e ha riassegnato la sala dei 200 A PAGAMENTO.
5) Gli organizzatori del convegno HANNO RIORGANIZZATO IL CONVEGNO nella forma originaria aveva chiara valenza omofoba, invitando anche lo stesso SCALFAROTTO e FIORONI (anche se di quest’ultimo sono note le posizioni antigay).
6) Essendosi trovati costretti a pagare la sala pare abbiano ridotto la durata del convegno da 2 ore a un’ora.
7) Precedentemente l’accesso al convegno era libero, previa registrazione in sede, nella stessa mattinata. Nella riorganizzazione del convegno l’ingresso è consentito solo previa mail di registrazione.
8) Il nostro evento ha avuto ad oggi il 900% di adesioni in più rispetto a loro.
9) Siamo stati contattati dalla questura perchè PREVEDONO CHE SAREMO MOLTO DI PIU’ DELLE INIZIATIVE.
10) Anche noi saremo costretti a riorganizzare il programma della nostra protesta MA NON AL RIBASSO PER CARENZE DI PARTECIPAZIONI, COME HANNO FATTO GLI ANTIGAY, MA AL RIALZO PER OVERDOSE DI ADESIONI E DA FLASH MOB DI PROTESTA DIVENTIAMO VERA E PROPRIA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA (i dettagli dei cambiamenti di programma in un comunicato a breve).
10 VITTORIE ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !

1,2 MILIONI DI BEFFE!

Apprendiamo dalla stampa che è scoppiata la polemica sui rimborsi per “produttività” e “merito”. È uno scandalo che l’Università di Firenze ridistribuisca – secondo criteri già di per sé classistii soldi di tutti gli studenti ai soli privilegiati: non solo è molto più semplice superare i requisiti di CFU e media alta per chi è in una condizione socioeconomica agiata, ma chi ha più soldi “incamera” più rimborso! Questo sistema non ha un briciolo di senso.

Questa è “solo” una beffa di 1,2 milioni che si cumula al danno degli innumerevoli ostacoli che ci si frappongono dinanzi al nostro percorso. Il sapere universitario è uno dei più alti beni che possediamo collettivamente, un dono ed una responsabilità di ognuno di noi, solo se ad ogni individuo vengono date pari opportunità di usufruirvi ed accederne allora saremo sulla strada per progredire culturalmente e socialmente. Adesso non è assolutamente così.

Primo fra tutti, l’iniquo sistema di tassazione universitaria, cui da sempre come Studenti di Sinistra ci opponiamo e cerchiamo di cambiare con proposte chiare e concrete all’amministrazione dell’Ateneo. A Firenze il sistema delle tasse universitarie prevede la fasciazione in base al reddito ISEE, consultando il manifesto degli studi si vede chiaramente che le fascie medio-basse (sotto i 30000 Euro di ISEE annui) sono, oltre ad essere le più popolose, quelle che in percentuale al loro reddito pagano le tasse più alte. A questo riguardo sono oltre due anni che stiamo portanto avanti una battaglia, dentro e fuori dagli organi preposti, perché l’Ateneo decida di applicare una diversa metodologia di calcolo, come avviene già in altri Atenei (primo fra tutti spicca Torino), basata sul principio di progressività di modo che redditi più bassi paghino tasse più basse e ad un aumento del reddito ISEE corrisponda ad un aumento delle tasse, invece che il contrario. Ad oggi il sistema di tassazione è rimasto invariato e gli organi decisionali d’Ateneo non hanno dato segno di aver raccolto la voce e le richieste degli studenti.

Ma non è l’unico caso, parlando sempre di tasse nell’Ateneo fiorentino troviamo ancora svariate voci che a nostro giudizio non hanno senso di esistere, come le ingenti tasse di laurea che ogni studente deve pagare prima di potersi laureare (50 euro più le marche da bollo) e che l’Ateneo giustifica come “oneri burocratici” (e dove invece le stesse aziende che forniscono e stampano le pergamene affermano che i costi di produzione siano molto inferiori rispetto alla tassa di laurea).

Un ultimo esempio,infine, molto dibattuto e che ci tiene in argomento sono i “Test di Autovalutazione“. Questi Test sono obbligatori (per decisione dell’Ateneo, poiché la legge di riferimento prevede semplicemente “modalità di verifica”) per ogni studente che voglia iscriversi ad qualsiasi corso di laurea del nostro Ateneo, e molti studenti ne fanno almeno due in caso non abbiano ancora deciso quale corso scegliere. Questi test sono obbligatori ma non vincolanti all’iscrizione (ti puoi iscrivere anche se bocci) e la partecipazione a questi prevede un costo per lo studente di 30 euro, che però non trovano alcuna legittimità in quanto non corrispondenti a nessun onere o servizio ulteriore a carico dell’Ateneo.

Queste sono tutte scelte compiute consciamente dagli organi di amministrazione dell’UNIFI ed alle quale noi, e tutti gli studenti con noi, ci opponiamo fortemente da anni.
La risposta dell’Ateneo è sempre e soltanto una: “Noi non abbiamo alzato le tasse sopra la soglia del 20% del FFO, non potete volere tutto, state attenti“. Una minaccia.

Ma noi non ci fermiamo e continueremo le nostre battaglie in nome degli studenti, perché non vogliamo che l’Università divenga un’altra istituzione sempre più classista e conservatrice in cui possa accedervi solamente chi può permetterselo, ma al contrario crediamo che l’Università debba essere un luogo aperto, in cui ognuno abbia la possibilità di accedervi al di là di quella che è la sua condizione sociale ed economica ed un bene che sia sentito da ognuno come una propria responsabilità ed un proprio dono.

Studenti di Sinistra

Sinistrock 2013!

Il Sinistrock è una rassegna di gruppi musicali, organizzata dagli Studenti di Sinistra, che si inserisce all’interno di una serie di iniziative per la valorizzazione della cultura quali la rassegna cinematografica EccePizze, il laboratorio teatrale EcceTheatre, il contest musicale Folkontest etc.

Questa iniziativa, che viene portata avanti ormai da venti anni, si svolgerà giovedì 12 dicembre presso l’Auditorium FlogVia Michele Mercati, 24 – Firenze.
Ovviamente l‘ingresso è GRATUITO per qualunque persona (studenti universitari e non).

Sul palco si avvicenderanno due gruppi musicali universitari non coperti da contratto discografico, seguiti da due gruppi di portata nazionale.

sinistrock 2013Giovedì 12 dicembre

ore  21.31 – Inizio serata

ore 22.01 – Rumori Sospetti (gruppo vincitore Folkontest 2013) https://www.facebook.com/pages/Rumori-Sospetti/224795870921132?ref=hl

ore 22.31 – La Canaglia (gruppo vincitore Folkontest 2012) https://www.facebook.com/pages/La-Canaglia/568939249805603

ore 23.01 – Il Muro del canto

http://www.ilmurodelcanto.com/

ore 24.01 – Virginiana Miller

 http://www.virginianamiller.it/

Studenti di Sinistra

Studenti di Sinistra - Università di Firenze
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