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Elezioni del Rettore PDF Stampa E-mail
martedì 02 giugno 2009
Il nostro documento

Il 3 e 4 Giugno si terranno le elezioni per il nuovo Rettore dell’Università di Firenze.

Secondo quanto disposto dal nuovo Statuto d'Ateneo, da noi contestato fin dal principio, visto che venne modificato solo per permettere la rielezione dell’attuale Rettore, la figura del Rettore riassume in sé una molteplicità di funzioni tali da alterare completamente il peso degli Organi di Governo. L’assetto che emerge, infatti, è quello di un Ateneo in cui la composizione degli Organi non cambia ma il potere viene suddiviso in modo molto diverso tra i tre organi (Rettore, Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico): pur non cambiando l’elettorato chiamato ad eleggerlo, al Rettore viene trasferito il potere di delineare la linea politica e gli obiettivi dell’Ateneo e l’incarico di scegliere e nominare il Direttore Amministrativo. In questo senso, il Rettore, annualmente, sottoporrà “alla discussione dell’organo congiunto” una relazione contenente le sue linee programmatiche di indirizzo; gli organi collegiali saranno invece ridotti a spettatori impotenti, senza alcuna funzione decisionale e senza alcun potere di controllo sull’operato del Rettore. Nemmeno il sistema elettorale è privo di gravi mancanze: gli studenti NON possono votare pur essendo un loro diritto scegliere chi gestirà l'Università di cui sono parte fondamentale; possono partecipare alle votazioni (solamente!) tutti i ricercatori e docenti (associati e ordinari), i rappresentanti degli studenti nei Consigli di Facoltà e negli organi centrali (Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico) ed il personale tecnico amministrativo, contato solo nella misura del 10%. Riteniamo che tutte le componenti dell'Università debbano avere la possibilità reale di esprimere la propria volontà.


La figura del Rettore, per sua stessa natura, riassume in sé tutta una serie di logiche di potere, di tipo corporativo e conservatore. Ciò ci sembra ancor più evidente nelle elezioni di quest'anno, a cui si presentano ben cinque candidati. Questo dato, sommato ad altre candidature solo paventate, evidenzia ancora di più la pratica ormai assodata che la candidatura a Rettore sia un espediente per i vari gruppi di potere di fare una lotta interna per la propria affermazione ed il proprio consolidamento, a discapito degli altri. È curioso che tutti i programmi dei candidati siano improntati ad un’ideale inversione di tendenza rispetto all'amministrazione precedente. Non possiamo non notare che dei candidati alcuni fanno parte o hanno fatto parte della solo-oggi-tanto-vituperata “Amministrazione Marinelli”, mentre altri hanno sostenuto le scelte di Governo con il loro solo, colpevole, silenzio. Nessun programma mette in discussione l'autonomia didattica e finanziaria degli Atenei, che ha dato il via a questa gestione dissennata dell'Università e alla proliferazione di numerosi Corsi di Laurea, che ha permesso una gestione aziendale dell'Università pubblica, riducendo l'attività di Governo ad un puro esercizio di compravendita, seguito dall'accensione di mutui enormi e da una politica che ha preferito gli scatti di carriera dei docenti verso i livelli più alti rispetto alle nuove assunzioni, che ha permesso il progressivo ingresso nella programmazione di didattica e ricerca di privati e gruppi di potere (dalle aziende farmaceutiche a quelle militari).

Noi crediamo in un'Università diversa, un'Università pubblica, libera e di massa; siamo convinti da anni della necessità di un processo di riforma del sistema universitario, che però non debba passare dalle Fondazioni private, da una governace leggera, dall'aumento delle tasse universitarie, dall'accesso a numero programmato. Le linee di Ricerca seguite all'Università devono essere dettate esclusivamente da dialettiche culturali e svincolate da interessi commerciali: solo così è possibile una Ricerca pura, su cui si basa il progresso della società.

Il Rettore fa parte della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), un'associazione privata delle Università italiane, statali e non statali, costituitasi in modo autonomo, che negli anni si è imposta come interlocutore unico del Ministero. Non riconosciamo la CRUI come organismo che rappresenti il mondo universitario; rifiutiamo, come sempre abbiamo fatto, la logica per la quale discutere di università sia una prerogativa di pochi eletti, tra l'altro di chi le università le governa e le governa male; rifiutiamo quello che la CRUI rappresenta, cioè la pretesa di istituzionalizzare e giustificare le scelte e le politiche dei Rettori che da anni contestiamo.

Sosteniamo da anni la necessità per il nostro Ateneo di una reale inversione di tendenza. Siamo convinti che sia necessario un radicale mutamento dell'ordine delle priorità: vogliamo un Ateneo che metta noi studenti al centro della sua analisi, che assicuri e non tagli i servizi necessari alla nostra formazione, i servizi di supporto alla didattica, i servizi per le biblioteche e gli spazi studio, quelli necessari per il corretto funzionamento di segreterie e sportelli didattici. Rivendichiamo i nostri spazi, anche al di fuori degli orari didattici, per riempirli di iniziative culturali, momenti di incontro e soprattutto di studio, perché è forte per tutti noi la necessità di avere un luogo di autodeterminazione e organizzazione. Vogliamo un Ateneo in cui le decisioni che vengono prese in merito agli studenti abbiano come motivazione esclusiva gli interessi didattici e non invece gli interessi economici; rivendichiamo il libero accesso alla formazione superiore, senza vincoli quantitativi o qualitativi.

Vogliamo un Ateneo che tuteli i diritti dei lavoratori, che proponga soluzioni di lunga durata per ricercatori e i precari della docenza, che provi a disarticolare, nella pratica politica, questo incancrenito sistema di lobby e nepotismi.

Riteniamo che l'università debba essere un luogo dove si crea cultura e dove le persone, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, dai precari della ricerca fino ai docenti, siano partecipi e consapevoli, delle decisioni e dell'organizzazione, democraticamente.

L'Università in cui ci troviamo a vivere è completamente diversa da quella che noi rivendichiamo e la situazione attuale risente degli influssi di altre chiavi di lettura, le stesse che ritroviamo in questa campagna elettorale, le stesse che vediamo per il prossimo futuro.

Per questi motivi noi non andremo a votare per le elezioni del Rettore.

Studenti di Sinistra
www.studentidisinistra.org




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