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L'Ateneo taglia le borse di dottorato |
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mercoledì 07 ottobre 2009 |
Nel Senato accademico di mercoledì 8 ottobre, l'Ateneo ha preso la grave decisione di tagliare il numero delle Borse di Dottorato, che scenderanno dalle 175 del 2009 alle 170 del 2010. Tale decisione era stata già anticipata da una discussione nell'ultima seduta di Senato Accademico e di Consiglio di Amministrazione. In queste sedi abbiamo ripetutamente chiesto agli Organi di non effettuare un taglio al numero delle Borse, motivato dal Rettore con la necessità di non "intaccare" il bilancio di previsione del 2010,che prevede fondi ridotti per il dottorato. Ancora una volta, invece, il nostro Ateneo preferisce tagliare le fondamenta dell'Università stessa piuttosto che riflettere e ritornare sulle proprie scelte di bilancio e su certe politiche economiche portate avanti da anni in modo imperterrito. Questa volta la mannaia cade sul Dottorato di ricerca, il più alto livello di formazione universitaria, il passaggio immediatamente precedente alla Ricerca ovvero uno dei fattori vitali per lo sviluppo della nostra società, che vedrà la diminuzione da 175 a 170 borse di dottorato!
Il taglio al dottorato si inserisce nella gestione di "austerity", tagliando le basi dell'Università pubblica, dalla Ricerca alla Didattica, quindi le borse di Dottorato.
L'Ateneo continua a pagare scelte di mala gestione clientelare, avallando di fatto, al di là delle sporadiche dichiarazioni, la politica di smantellamento dell'Università pubblica portata avanti da questo, come dai precedenti governi. Inoltre, questo si inserisce nell’ampia crisi del mondo del lavoro in cui l’università-azienda concede contratti da fame oppure invece di stabilizzare lavoratori preferisce appaltare ai privati. Già nel 2005 l'Università attinse al finanziamento di ben 500000€ dal Monte dei Paschi di Siena per procedere all'attivazione delle borse, sostituendo così di fatto una parte dei finanziamenti pubblici con denaro privato, esponendo l'Università al rischio di essere ostaggio di logiche a lei estranee. Nel 2008, invece, dinanzi all'adeguamento legislativo dell'importo delle borse, si preferì tergiversare, non allineandosi a quanto previsto dalla legge e ostacolando in ogni modo l'apertura dei nuovi bandi, con il solo risultato di accumulare ritardi e creare insicurezza. Come Studenti di Sinistra siamo convinti che per l'Università e per il Paese stesso sia fondamentale investire nella formazione, nella Didattica e nella Ricerca: è proprio sulla libera Ricerca e la Cultura che si basa il progresso di una società. Durante la mobilitazione contro la legge 133/08 dello scorso autunno, abbiamo lottato occupando le Facoltà e scendendo in piazza insieme a migliaia di studenti per difendere l'idea di un Università pubblica, libera e di massa, e con essa il valore della Ricerca, sminuito e svilito nel nostro Paese. Gli studenti non possono essere considerati una fonte di guadagno. Non si può svendere il futuro del Paese. Per questo ci battiamo da anni contro le politiche dei vari Governi che si sono succeduti, e contro un Ateneo che sempre di più si dimostra disinteressato alla sua stessa, reale, natura. Per questo vogliamo, invece, un reale investimento sulla formazione, sulla Cultura, sulla Ricerca.
Studenti di Sinistra www.studentidisinistra.org |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 ottobre 2009 )
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