Mercoledì 28 Ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegnodi Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario. Il Disegno di Legge è diviso in tre Titoli che riguardano la riorganizzazione dell’intero sistema universitario, il Diritto allo Studio e il reclutamento del personale accademico.
In merito al Diritto allo Studio, il ddl prevede una delega sostanzialmente in bianco al Governo, per riformare la normativa nazionale ed istituisce il Fondo Speciale per il merito. Tale Fondo, che non “deve rappresentare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”, potrà essere composto da finanziamenti provenienti dal Ministero e da privati, i quali possono anche decidere di vincolare l’utilizzo della donazione.
Il ddl stabilisce che tutto ciò che riguarda il diritto allo studio sarà gestito dalla Consap S.p.a. (rispondente al diritto privato), un’unica azienda nazionale a capitale pubblico, che lavorerà a stretto contatto con il Ministero dell’Economia, oltre che con quello per l’Istruzione, e che dovrà attingere allo stesso Fondo speciale sopra menzionato, per il normale funzionamento (ad es: pagamento dei dipendenti). La riforma snatura alla base il fondamento del Diritto allo Studio, sostituendo la borsa di studio col prestito d’onore. Attualmente con le Borse di Studio vengono fatti versamenti a fondo perduto per ripagare le tasse universitarie, l’alloggio e la mensa, a seconda dei vari sistemi regionali e sempre secondo il reddito dello studente. Il prestito d’onore è, invece, un prestito vero e proprio e, come tale, prevede che lo studente, una volta laureato, saldi il proprio debito (interessi aggiunti) con lo Stato. La “borsa”, quindi, diventa un “debito a carico degli studenti”, cessando di essere uno strumento attraverso il quale tentare di abbattere le barriere economiche e sociali e di rendere la cultura accessibile a tutti. Viene, inoltre, stravolto anche il criterio d’accesso al Fondo, che sarà esclusivamente il “merito”. Pertanto, chi ha difficoltà economiche e non ha meriti evidenti potrebbe non avere più la possibilità di frequentare l’Università. Peraltro, si prevede che uno studente possa beneficiare del prestito d’onore solo a seguito del superamento di alcune prove nazionali, rigorosamente a pagamento, erogate dalla Consap e decise dal Ministero dell’Istruzione, di concerto con il Ministero dell’Economia.
Ulteriore novità sarà la possibilità per i privati di convenzionarsi con le Aziende Regionali per il Diritto allo Studio per l’affitto di case agli studenti, cosa che facilmente favorirà logiche clientelari fra le Aziende e gli imprenditori edili. L’art. 34 della costituzione italiana recita che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” e l’art 3: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana ”. Da parte del Governo, sbandierare la meritocrazia come principio ispiratore di questo ddl è del tutto falso e demagogico: noi vogliamo uno Stato in cui sia garantito a tutti l’accesso al sapere ed alla conoscenza. Non vogliamo un’Università per pochi, la cui frequentazione ipotechi il futuro dei meno abbienti.
Vogliamo un’Universita’ realmente libera pubblica e di massa!
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