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Inauguriamo la fine dell'Universita' pubblica PDF Stampa E-mail
lunedì 14 dicembre 2009
Anche quest’anno, il 14 Dicembre, si terrà l’inaugurazione dell’Anno Accademico.
Come ogni anno ci aspettiamo la consueta cerimonia in pompa magna, dove Rettore e Presidi mostrano alla città la loro visione dell’Ateneo. Come gli anni passati, critichiamo anche oggi questo evento. Non ci può essere università senza studenti, che non sono invitati alla cerimonia, dimostrando perfettamente come l’Anno Accademico abbia in realtà altre priorità ed altri protagonisti. Non crediamo oltretutto che tutto questo fasto si addica alla disastrosa situazione economica dell'Ateneo, che ha un buco di bilancio strutturale che da anni pesa su studenti e lavoratori, e che continua nella svendita dei beni immobiliari di cui è proprietario, per poter chiudere il Bilancio.
Contrariamente a quanto precedentemente sbandierato dall'ex Rettore Marinelli, la situazione economica dell'Ateneo è tutt'altro che rosea. Il buco di bilancio strutturale determinato negli anni passati da una disarticolata politica edilizia, persiste tutt'oggi, portando con sè prospettive disastrose per i prossimi anni. 56 milioni di euro di buco di bilancio nel 2010, 68 nel 2011, cifre che legheranno sempre di più l'Ateneo ai finanziatori privati per evitare il fallimento.
Il Bilancio preventivo 2010 si presenta con una notevole parte di fondi congelati, in attesa degli ulteriori, peraltro ipotetici, finanziamenti provenienti dal rientro di capitali con lo scudo fiscale. Intanto continuiamo a vivere in un Ateneo che ci priva di momenti di confronto e di incontro, di opportunità culturali o di studio ed elaborazione.
Pretendiamo che gli studenti siano protagonisti attivi della vita politica e culturale dell'università. Recentemente l'Ateneo sta inasprendo le sue politiche riguardo la gestione degli spazi da parte degli studenti per iniziative culturali e di socializzazione.
Vengono richiesti costi esosi per l'uso degli spazi, in special modo se si tratta di iniziative non finanziate, dai cineforum ai dibattiti, dai momenti di ritrovo ai concerti, tutti accanitamente osteggiati o vietati!
Le politiche dell'Ateneo rimangono le stesse: gli studenti non sono parte attiva dell'Università, i bilanci continuano ad essere chiusi con la speranza della vendita degli ultimi immobili, i Governi cercano di far diventare l'Università italiana privata, meritocratica ed elitaria.
Paradossalmente, si continua ad insistere con queste cerimonie tradizionali auto-celebrative, a cui gli studenti non sono invitati, anche in un momento come questo in cui, ora più che mai, il sistema universitario pubblico è sotto attacco.
A livello locale, il nostro Ateneo vive un'altra situazione molto critica: lo scorso 21 ottobre è stato approvato il Protocollo d'intesa tra Università e la Regione Toscana; in un colpo di coda dell'ex-Rettore Marinelli, con l'assenso dell'allora futuro Rettore Tesi, gli Organi, con il solo nostro voto contrario, hanno deciso, senza previa discussione, la modifica dello Statuto, consentendo così l'ingresso della Regione all'interno degli Organi di governo e di controllo dell'Ateneo: in breve, un posto in Consiglio di Amministrazione in cambio di finanziamenti.
A livello nazionale, pesano come macigni gli enormi tagli dovuti alla legge 133 e alla passata finanziaria e il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma universitaria, che sancirà definitivamente la privatizzazione della ricerca e la riduzione della didattica a mera formazione professionale, e contro il quale come Studenti di Sinistra, insieme ai Collettivi nelle Facoltà e a molti studenti ci stiamo mobilitando da tempo. Il ddl Gelmini rappresenta l'attacco finale all'Università pubblica: la fine di un processo iniziato da anni, al quale hanno contribuito tutti i Governi che si sono succeduti.
Il Disegno di Legge impone una percentuale minima del 40% di membri esterni all'Università (enti Pubblici e Privati in genere) all'interno del Consiglio di Amministrazione che diventerà l'unico organo deliberante degli Atenei. L’ingresso di membri esterni lega di fatto l’attività degli organi d'Ateneo a pure logiche aziendali: i soggetti esterni potranno determinare le politiche economiche e quindi anche le linee di sviluppo di ricerca e didattiche così facendo l'Università pubblica viene asservita a interessi di mercato e di profitto.
Il ddl delega il Governo a riformare la vigente normativa in materia di Diritto allo Studio, introducendo il “Fondo speciale per il merito”, costituito da finanziamenti sia ministeriali che privati. Questo Fondo sancisce un sistema esclusivamente meritocratico potenziando notevolmente il prestito d'onore, sostituito alle borse di studio.
Il ddl Gelmini rappresenta forse l’atto finale di questo processo, con un attacco gravissimo e drammatico: se questo ddl diventerà legge, l’Università pubblica scomparirà irrimediabilmente, trasformandosi in un'azienda. Siamo convinti da anni della necessità di un processo di Riforma del sistema universitario, ma che non deve passare dalle Fondazioni private, né da quelle esplicite né da quelle celate, dall'aumento delle tasse universitarie, dall'accesso a numero programmato, dai finanziamenti per l’Alta Formazione e da una ancora maggiore autonomia degli Atenei, e soprattutto da un disegno di legge che annienta l'Università stessa.
Crediamo che l’Università debba essere un luogo dove si crea cultura e dove le persone, dagli studenti al personale tecnico amministrativo, dai precari della ricerca fino ai docenti, siano partecipi e consapevoli, ognuno nel ruolo che gli compete, delle decisioni e dell’organizzazione.
Quest'anno si inaugura l'ultimo anno dell'università pubblica!

Studenti di Sinistra

ww.studentidisinistra.org




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