Venerdì 11 Febbraio il Consiglio di Amministrazione dell'ARDSU, dopo un periodo di stallo durato ben oltre di 6 mesi, ha approvato il bilancio di previsione 2011, con il nostro voto contrario.
Le linee di indirizzo che si rispecchiano nel Bilancio sono gravi poichè confermano le profonde criticità denunciate da noi studenti riguardo ai tagli diretti al Dsu. Nel bilancio sono contemplate misure gravissime che riducono sia qualitativamente che quantitativamente i servizi agli studenti.
A fronte di un drastico taglio operato dal Governo al Fondo per le borse di studio (cinque milioni di euro in meno, il 33% del totale), l'Azienda non ha individuato un reale progetto a medio-lungo termine, rispondendo così ai tagli Governativi solo con manovre che non escono dalla logica della provvisorietà.
Il dimezzamento del 50% dei contributi straordinari destinati agli studenti e la riduzione dei fondi del servizio cultura sono solo alcune delle manovre fatte dall'Azienda che vanno a colpire duramente gli studenti, riducendo di fatto il diritto allo studio.
Il capitolo più dolente di tutto il conto economico risulta quello relativo all'aumento della mensa. Con la nostra netta contrarietà, il Consiglio ha deciso di aumentare il costo del pasto di 50 centesimi: in tutta la Toscana si è passati così dagli attuali 2.50 a 3.00 euro, aumento giustificato dal direttore Peruzzi con una presunta e, a nostro avviso infondata, diminuzione delle affluenze al suddetto servizio. E' inconcepibile che l'azienda stessa proponga un servizio ma allo stesso tempo faccia di tutto per limitarne l'utilizzo.
Nel percorso che ha portato all'approvazione definitiva del Bilancio sono state varie le ipotesi paventate. Si è pensato di andare a chiudere, in taluni casi, anche se parzialmente, alcune strutture peraltro molto frequentate, o addirittura incrementare la quota della tassa regionale, o ancor peggio si vanno ad immaginare eventuali restrizioni per l'accesso alle borse di studio anche a soggetti economicamente idonei. Di conseguenza, non è lontana l'ipotesi che già dal prossimo anno si potrà avere anche in Toscana la figura dello studente idoneo non vincitore.
L'assenza di un piano finanziario e strutturale reale dell'ARDSU e della FINTA azienda unica regionale non permette di avere dati a lungo termine sulla sopravvivenza di un effettivo diritto allo studio in Toscana (ma questo accomuna, purtroppo, tutte le regioni italiane, colpite dai tagli a mannaia di Tremonti). Se l'unificazione delle tre precedenti aziende (Firenze, Pisa e Siena) era stata pensata e voluta dalla Regione Toscana come fattore di riduzione dei costi, ci troviamo davanti al totale fallimento di tale progetto. Ancora una volta l'Azienda continua con le scelte già perseguite in passato, quali risultano essere l'esternalizzazione dei servizi, project financing avventati e regolamentati in modo a dir poco dubbio, e in generale una politica di sprechi e di istituzionalizzazione del precariato.
Nell'attuale situazione di totale e generale stravolgimento e destrutturazione di tutto l'ambito della conoscenza, la tematica dell'accesso alla cultura è centrale. Il movimento studentesco che lo scorso autunno, ha gridato "No ai Tagli al diritto allo studio" in ponti, strade, piazze e facoltà, grida ancor oggi e pretende un rifinanziamento statale del diritto allo studio.
Questo bilancio, insomma, parla chiaro, come chiaro parlano le politiche che da venti anni si stanno abbattendo sull'università.
Studenti di Sinistra
www.studentidisinistra.org

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