Si è da poco il Consiglio di Amministrazione. Il Bilancio di previsione per il 2010 è stato approvato, con i nostri soli voti contrari. Come Studenti di Sinistra, abbiamo votato contro al Bilancio di Previsione per l'anno 2010 e sul Piano Triennale per differenti motivazioni:
*Rapporto con la Regione:* i Protocolli con Careggi e col Mayer porteranno finanziamenti per 12,5 mil di euro. Questi accordi si inseriscono nel protocollo d'intesa con la Regione, firmato ieri dai Rettori di Siena e Firenze e dal Presidente della Regione, per il quale l'Ateneo baratta finanziamenti con posti in CdA.
*Questione edilizia*: continua la svendita dei beni immobiliari di proprietà dell'Ateneo per riuscire a chiudere il bilancio in pareggio, azzerando quasi del tutto tale voce. Intanto, l'Ateneo continua a pagare cifre esorbitanti per gli affitti di numerosi locali, anche per la didattica.
*Borse di dottorato*: diminuiscono rispetto allo scorso anno. Ancora una volta, il nostro Ateneo ha preferito tagliare le fondamenta stesse dell'Università piuttosto che riflettere e ritornare sulle proprie scelte di bilancio e su certe politiche economiche portate avanti da anni in modo imperterrito.
Mercoledì 28 Ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario. Il Disegno di Legge è diviso in tre Titoli che riguardano la riorganizzazione dell'intero sistema universitario, il Diritto allo Studio e il reclutamento del personale accademico.
Nell’organizzazione attuale, Rettore, Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione concorrono alla gestione dell'Ateneo, nella misura in cui le decisioni di uno vincolano quelle degli altri. Il ddl introduce, invece, una netta distinzione tra le competenze del Senato e quelle del Consiglio, rispettivamente didattica e gestione finanziaria, infatti il Senato avrà il compito di approvare i Regolamenti, previo parere vincolante del CdA. Si va verso l'attribuzione in toto del potere decisionale al Consiglio, svilendo e nullificando il ruolo politico del Senato e sottomettendo la funzione didattica formativa dell'Università pubblica a mere logiche economiche.
Nel Senato accademico di mercoledì 8 ottobre, l'Ateneo ha preso la grave decisione di tagliare il numero delle Borse di Dottorato, che scenderanno dalle 175 del 2009 alle 170 del 2010. Tale decisione era stata già anticipata da una discussione nell'ultima seduta di Senato Accademico e di Consiglio di Amministrazione. In queste sedi abbiamo ripetutamente chiesto agli Organi di non effettuare un taglio al numero delle Borse, motivato dal Rettore con la necessità di non "intaccare" il bilancio di previsione del 2010,che prevede fondi ridotti per il dottorato. Ancora una volta, invece, il nostro Ateneo preferisce tagliare le fondamenta dell'Università stessa piuttosto che riflettere e ritornare sulle proprie scelte di bilancio e su certe politiche economiche portate avanti da anni in modo imperterrito. Questa volta la mannaia cade sul Dottorato di ricerca, il più alto livello di formazione universitaria, il passaggio immediatamente precedente alla Ricerca ovvero uno dei fattori vitali per lo sviluppo della nostra società, che vedrà la diminuzione da 175 a 170 borse di dottorato!
Il taglio al dottorato si inserisce nella gestione di "austerity", tagliando le basi dell'Università pubblica, dalla Ricerca alla Didattica, quindi le borse di Dottorato.
L’Ateneo fiorentino ha avviato, ormai da anni, un progressivo processo di smantellamento di un sistema universitario che dovrebbe essere, secondo noi, pubblico, libero e di massa. Lo ha fatto con un aumento sostanziale delle tasse universitarie, che anno dopo anno hanno raggiunto livelli altissimi. Lo ha fatto regalando ai privati il bene puro della ricerca di base e di una didattica di qualità. Lo ha fatto, senza dubbio, poi, a seguito dell’emanazione della Legge 509/99 promuovendo un’inconsistente proliferazione dei Corsi universitari, molti dei quali senza chiari piani didattici, molti dei quali crude emanazioni di qualche potentato o di elucubrazioni da «studiolo».
Lo scorso anno l'Ateneo ha avviato l'adeguamento dei Corsi di Laurea secondo la Legge 270/04. Se da un lato la Legge prova a riorganizzare l'intero assetto dei Corsi di Laurea (prevedendo un massimo di 20 esami alla Triennale e 12 alla Magistrale, in modo da favorire un bilanciamento tra carico didattico e CFU) o sancisce la necessità di un rapporto adeguato tra docenti e studenti di ciascun Corso di Laurea, per evitare casi (fino ad ora molto presenti!) di corsi con centinaia o migliaia di studenti e pochissimi docenti, dall'altro introduce nuovi vincoli all'accesso per le Lauree Magistrali, subordinati alla verifica "quantitativa" e "qualitativa" della preparazione personale dei laureati triennali.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 16 settembre 2009 )
Mercoledì 10 giugno il Senato accademico ed il consiglio di Amministrazione hanno approvato il Manifesto degli Studi per il prossimo anno accademico. In questo testo sono contenute le norme che riguardano gli studenti (scadenze, tasse e contributi, esoneri) e l'offerta formativa dell'Ateneo.
Il nostro voto al Manifesto è stato CONTRARIO: da questo Manifesto, infatti, emerge che l'Ateneo non è interessato alle reali esigenze degli studenti, che siano didattiche, organizzative o degli spazi, ma piuttosto al guadagno che da essi si può ricavare.
Ci sono molti motivi per il nostro no.
Il TEST DI VALUTAZIONE, obbligatorio per ogni studente che intende immatricolarsi, passa da 15 a 30 €, per fantomatici oneri amministrativi, che di fatto costituiscono dei contentini economici per le Facoltà. Nel Manifesto era previsto che il mancato superamento di tale test avrebbe precluso la possibilità di sostenere gli esami di profitto. Noi siamo convinti che il test debba costituire uno strumento di supporto, il cui scopo sia indicare allo studente le eventuali lacune formative da recuperare e non impedirgli di dare gli esami: per questo abbiamo attaccato fortemente quest'eventualità, e la nostra osservazione è stata accolta!
Altro motivo di forte contrarietà al Manifesto sono le modalità di ACCESSO E ISCRIZIONE ALLE LAUREE MAGISTRALI: come da noi già denunciato, sono stati inseriti in quasi tutti i Corsi di Laurea Magistrale test o colloquio vincolanti per l'accesso. Noi siamo convinti che si debba chiarire al massimo quale sarà la condizione dello studente che, in possesso di una Laurea Triennale, desidera iscriversi ad un corso Magistrale, ma ci sono ancora troppe domande a cui né i regolamenti didattici né lo stesso Manifesto degli Studi hanno dato risposta. Quante volte potrà essere sostenuto questo colloquio? Fino a quando? Con che frequenza?
Inoltre riteniamo assolutamente inadeguato che, per quegli studenti che non hanno i requisiti curricolari richiesti per accedere alla Laurea Magistrale, i corsi singoli costituiscano l'unico, nonché costosissimo, strumento per proseguire gli studi.
Placcaggio in corsa …porte chiuse! quanti, guardando i nostri Manifesti sulle bacheche in Facoltà, hanno pensato che gli Studenti di Sinistra avessero perso la testa, stessero lanciando la <<Sei Nazioni>> di Ateneo o minacciassero violentemente qualcuno? Via, fughiamo ogni dubbio!
L’Ateneo fiorentino ha avviato, ormai da anni, un progressivo processo di smantellamento di un sistema universitario che fosse, come lo intendiamo noi, pubblico, libero e di massa. Lo ha fatto con un aumento sostanziale delle tasse universitarie, che anno dopo anno hanno raggiunto livelli altissimi. Lo ha fatto regalando ai privati il bene puro della ricerca di base e di una didattica di qualità.
Lo ha fatto, senza dubbio, poi, a seguito dell’emanazione della Legge 509/99 promuovendo un’inconsistente proliferazione dei Corsi universitari, molti dei quali senza chiari piani didattici, molti dei quali crude emanazioni di qualche potentato o di elucubrazioni da <<studiolo>>.
Questa situazione ci dà oggi un quadro dell’Università profondamente cambiato: l’apertura di nuovi Corsi ha giustificato la presa in servizio di nuove figure di docenza (e non il contrario!), facendo crescere sempre le Facoltà già potenti; la timida razionalizzazione dei Corsi di Laurea attuata lo scorso anno è stata solo un’operazione di facciata; i problemi finanziari dell’Ateneo sono ancora l’unico metro in grado di scandire le scelte future; i recenti provvedimenti del Governo hanno precluso la possibilità di ricevere nuove risorse e quindi di puntare a sbloccare le assunzioni. In questo quadro, a farne le spese siamo sempre noi studenti.
<<Placcaggio in corsa>> vuol dire proprio questo. Con grande sforzo, uno studente riesce a pagare le tasse ed iscriversi all’Università; mentre è ""in corsa"", il Ministero dispone la trasformazione del suo Ordinamento Didattico e la sua Facoltà gli impone il cambio del piano di studio e l’obbligo sostanziale di passaggio.
Quello stesso studente, in questo nuovo quadro, riesce a conseguire la Laurea Triennale.
Però, quegli stessi docenti che lo avevano valutato idoneo agli obiettivi del Corso, mettono in dubbio la sua preparazione, ostruendogli l’accesso alla Magistrale. Allora lo studente sostiene un test, riesce a passarlo, facendo parte di quella piccola percentuale che continua la ""corsa"", ripaga le tasse e forse finalmente, solo ora, può pensare di raggiungere la sua meta.
Certo, queste poche righe possono sembrare più drammatiche o estreme di quanto succede quotidianamente; tuttavia le intenzioni dell’Ateneo vanno in questa direzione: un’Università per pochi eletti, con tasse altissime, con l’unica prospettiva, per noi studenti, di trovare solo …porte chiuse!
La Riforma della Didattica e il Nuovissimo Ordinamento
Dalla Legge Ruberti e l'autonomia passando per i Decreti Mussi, fino ad arrivare all'applicazione della Riforma degli Ordinamenti e dei Regolamenti nel nostro Ateneo. Questo il percorso del nostro dossier, che mette in evidenza le forti criticità della Legge e le evidenti storture nella sua applicazione.
In questi giorni, tutte le Facoltà sono a lavoro per la ridefinizione dei Regolamenti dei Corsi di Studio. Questo "Nuovissimo Ordinamento" avrà delle ricadute non solo per i futuri studenti ma anche per chi già è iscritto, poichè verranno ridefiniti i Piani di Studio, saranno introdotti rigidi requisiti per accedere alle Lauree Magistrali, scomparirà del tutto "l'iscrizione con riserva" ... E' necessario, quindi, prendere contatto con il problema e far sentire, al più presto, la nostra voce. Noi siamo già a lavoro.
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