La Riforma della Didattica e il Nuovissimo Ordinamento
Dalla Legge Ruberti e l'autonomia passando per i Decreti Mussi, fino ad arrivare all'applicazione della Riforma degli Ordinamenti e dei Regolamenti nel nostro Ateneo. Questo il percorso del nostro dossier, che mette in evidenza le forti criticità della Legge e le evidenti storture nella sua applicazione.
In questi giorni, tutte le Facoltà sono a lavoro per la ridefinizione dei Regolamenti dei Corsi di Studio. Questo "Nuovissimo Ordinamento" avrà delle ricadute non solo per i futuri studenti ma anche per chi già è iscritto, poichè verranno ridefiniti i Piani di Studio, saranno introdotti rigidi requisiti per accedere alle Lauree Magistrali, scomparirà del tutto "l'iscrizione con riserva" ... E' necessario, quindi, prendere contatto con il problema e far sentire, al più presto, la nostra voce. Noi siamo già a lavoro.
Da Settembre verrà attivato in tutte le Facoltà il “Nuovissimo” Ordinamento
Il 14 Marzo 2007, il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Firenze deliberò di procedere alla ristrutturazione degli Ordinamenti Didattici sulla base del DM 270/04, l’ennesima Riforma che non colma le gravi mancanze della 509/99 (l’attuale 3+2) che prevedeva una formazione professionale imperniata solo su logiche di mercato, la quantificazione del sapere, la proliferazione dei Corsi di Laurea ed un eccessivo carico didattico. Tutto ciò facilitato dalla Legge sull’Autonomia finanziaria degli Atenei.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 13 febbraio 2008 )
Dal 1999 ad oggi si sono susseguite numerose riforme agli ordinamenti didattici. L'ultima, il DM 270/04 a firma dell’ex ministro Moratti, è entrato in vigore a seguito dei decreti attuativi firmati dal Ministro Mussi. Ancora una volta, si è preferito ricorrere a modifiche calate dall’alto, senza prima preoccuparsi del reale stato in cui versa la didattica degli Atenei italiani, continuando nel solco delle modifiche introdotte nel 1999 dall’allora ministro Berlinguer basate sulla Dichiarazione di Bologna. Da allora infatti, complice anche la legge sull’autonomia finanziaria, si è iniziato a smantellare il fondamento stesso di università come luogo di cultura, per trasformarla in un esamificio a servizio dei privati.
Il rientro dalla pausa estiva è stato segnato dalle pagine dei quotidiani che parlavano di università. Non una parola sulla situazione finanziara di tanti Atenei (come quello di Firenze), in bancarotta da anni, di cui i ministri hanno discusso sotto l'ombrellone il 2 agosto. Il tema centrale di questi giorni è l'ennesimo scandalo: i numeri chiusi e i test di ammissione. Non è un problema che nasce ora per due domande sbagliate in un test, ma una questione ben più seria.
Analisi della riforma dell'ordinamento universitario voluta dalla moratti nel 2004 e in corso di approvazione da parte di Mussi. Una versione cartacea è in questi giorni in distribuzione in tutte le Facoltà, presso i banchini, le bacheche o i collettivi.
Se qualcuno si chiede mai se uno studente abbia anche qualche diritto, oltre ai (tanti..) doveri, la risposta è sì! I diritti sono pochi ma ci sono! Abbiamo deciso di dedicare questa pagina del sito a quelle notizie che, per il suo quieto vivere all'interno dell'Università, uno studente dovrebbe conoscere e invece, di norma, non conosce. Spesso infatti queste notizie restano "nascoste" nei regolamenti che già di per sè non sono di agile lettura e che difficilmente si ha occasione di incontrare nelle bacheche di Facoltà, dove davvero potrebbero essere utili a qualcuno! Senza dubbio il documento che ci tocca più da vicino, in quanto studenti, è il Regolamento Didattico di Ateneo: è qui che si trovano gli articoli che normano gli esami,la valutazione della didattica,le commissioni didattiche etc.. Questo documento è la base su cui si fondano i regolamenti di Facoltà e di Corso di Laurea, che non possono in alcun modo contraddirlo o aggirarlo con escamotage(cosa che purtroppo in qualche regolamento di corso di laurea succede per liberare qualche professore dall' "onere" di fare qualche appello in più! )
La Regione Toscana ha stanziato 300.000 euro (300 borse da 1000 euro) per incentivare le iscrizioni di studentesse ai corsi di laurea di chimica, chimica applicata, ottica, fisica, matematica, statistica e ingegneria.
Per i corsi di laurea della facoltà di scienze, questi incentivi andranno a sommarsi ai rimborsi governativi già previsti dal D.M. 12/01/2005. Riteniamo fortemente offensivo che si pensi che la scelta di un corso di laurea possa essere comprata con qualche centinaio di euro, quando in tutti i corsi di laurea dell’ ateneo mancano fondi per i servizi alla didattica (laboratori, libri, attrezzature…).
In un periodo in cui gli enti locali denunciano carenze di risorse per assolvere anche ai loro compiti istituzionali, tra i quali garantire un reale diritto allo studio, crediamo che questi 300.000 euro dovrebbero essere investiti dalla Regione Toscana in questa direzione.
Inoltre è paradossale che il bando per richiedere questi incentivi venga pubblicizzato a iscrizioni già concluse. Ancora una volta prevalgono le logiche di mercato sulle reali esigenze degli studenti: a quanto pare il mercato adesso ha bisogno di scienziati nelle aziende italiane … a chi toccherà l’anno prossimo?!
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