Sul recupero dell'area ex-fiat a Novoli tante cose già sono state dette e molto ancora deve essere dette.
Oggi, l'Ardsu è vicina a prendere in consegna una nuova struttura abitativa che dovrà ospitare fino a 250 studenti borsisti fuori sede. Una apparente prima risposta a quotidiane esigenze di studenti che subiscono il caro affitti che, in particolare nella zona di Novoli, è esploso dal momento in cui si è espansa l'Università. In realtà la nuova residenza più che una soluzione rappresenta una "lunga sequela di problematiche", come testualmente afferma la relazione tecnica di suprvisione relativa alla costruzione degli edifici.
Sono mesi e mesi che noi Studenti di Sinistra stiamo ponendo alla attenzione della politica toscana la questione, non poco problematica dell'acquisto della mensa per gli studenti del polo delle scienze sociali di novoli: abbiamo avuto più incontri con l'assessore regionale competente (Gianfranco Simoncini, ds) e con i capigruppo in consiglio regionale dei partiti di sinistra (tutti, ma solo i ds ancora non ci hanno voluto parlare...).
Venerdì 16 dicembre si è svolto un Consiglio di Amministrazione dell'ARDSU in cui si è votato il prezzo della mensa a 2,80 euro (in realtà c'era la possibilità di fare 2,70, ma il voto di Giacomo Mati, Lista Aperta, è stato contrario e decisivo). Inoltre in via di Maragliano gli accordi per i nuovi alloggi affittati dall'ARDSU a prezzi di mercato (e illegali rispetto alla legge 431 del 1998) pare che varranno rifatti.
Noi Studenti di Sinistra abbiamo protestato contro l'aumento della mensa e gli accordi per gli alloggi in via Maragliano. Grazie al nostro lavoro qualcosa sta cambiando.
Dai primi di aprile i primi due piani della residenza Mario Luzi in via Maragliano verranno affittati agli studenti a prerzzi equi, sostenibili e conformi alla legge sugli affitti agli studenti.
Questo grazie alla mobilitazione degli Studenti di Sinistra, sostenuta da centinaia di studenti
Martedì 6 dicembre ore 10:30 Assemblee studentesche presso la Facoltà di Architettura e al Polo di Novoli
alle ore 13:30 segue un PRESIDIO sotto la Giunta regionale in via Cavour
Il bilancio dell'ARDSU deve ora essere approvato dalla Giunta Regionale della Toscana. Chiediamo con forza che non lo approvino e che facciano in modo che l'ARDSU non aumenti il prezzo della mensa, evitando di fare spese non necessarie come le certificazioni etiche e di qualità o i finanziamenti ad alcuni dipartimenti (come quello del rettore) per ricerche che, con il diritto allo studio, poco hanno a che fare.
Nei primi giorni dell'anno sono comparsi nelle facoltà dei manifesti gialli, firmati da noi Studenti di Sinistra, che spiegavano il nostro punto di vista circa come sono andate le cose nella vicenda che ha visto il CdA dell'ARDSU prima aumentare il prezzo della mensa per gli studenti universitari a 3 € e poi abbassarlo a 2.80 €. Il testo di questi manifesti affermava che “saremmo stati contenti di votare una delibera per fissare il prezzo a 2.70, ma che Lista Aperta ha influito decisivamente per i 2.80 €”. Siamo stati accusati di essere "smemorati", ma...)
L'ARDSU affitta agli erasmus camere in via di MAragliano a prezzi di mercato (illegali perchè fuori dai limiti posti dagli accordi territoriali).
Gli Studenti di Sinistra denunciano il fatto che a Firenze, città in cui il caro affitti è un grande problema e in cui da anni la amministrazione locale non riesce a calmierare seriamente il mercato, l'ente preposto a garantire e rendere effettivo il diritto allo studio si mette sul mercato con prezzi di mercato facendo pagare agli studenti un prezzo non diverso da quello dei privati. Si tratta di un fatto di estrema gravità.
In sede di Consiglio questo lo abbiamo detto, ma non siamo stati ascoltati: è palese che l'ARDSU in questo caso non ha mantenuto fede alla sua missione di garante e realizzatore di Diritto allo Studio Universitario.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 13 febbraio 2008 )
Venerdì 16 dicembre 2005 il consiglio di Amministrazione dell'ARDSU ha deliberato di fissare il prezzo della mensa a 2.80 euro fino a fine marzo, fermo restando il bilancio e la linea politica dell'azienda, già approvati il 26 ottobre scorso con il nostro (solo) voto contrario.
Ora la scelta di abbassare il prezzo, rispetto alla decisione iniziale dei 3 euro: speriamo si tratti di una vera presa di coscienza e di un reale avvicinamento alle nostre esigenze, non di un tentativo di soffocare sul nascere un movimento studentesco che può rivelarsi fastidioso.
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