Il Consiglio di Amministrazione dell’ARDSU ha dato mandato i primi di ottobre alla presidente Silvia Fissi di trattare con il presidente dell’Immobiliare Novoli (nonchè dell’ARDSU di Siena) Mario Spinelli l’acquisto della mensa di Novoli.
Placcaggio in corsa …porte chiuse! quanti, guardando i nostri Manifesti sulle bacheche in Facoltà, hanno pensato che gli Studenti di Sinistra avessero perso la testa, stessero lanciando la <<Sei Nazioni>> di Ateneo o minacciassero violentemente qualcuno? Via, fughiamo ogni dubbio!
L’Ateneo fiorentino ha avviato, ormai da anni, un progressivo processo di smantellamento di un sistema universitario che fosse, come lo intendiamo noi, pubblico, libero e di massa. Lo ha fatto con un aumento sostanziale delle tasse universitarie, che anno dopo anno hanno raggiunto livelli altissimi. Lo ha fatto regalando ai privati il bene puro della ricerca di base e di una didattica di qualità.
Lo ha fatto, senza dubbio, poi, a seguito dell’emanazione della Legge 509/99 promuovendo un’inconsistente proliferazione dei Corsi universitari, molti dei quali senza chiari piani didattici, molti dei quali crude emanazioni di qualche potentato o di elucubrazioni da <<studiolo>>.
Questa situazione ci dà oggi un quadro dell’Università profondamente cambiato: l’apertura di nuovi Corsi ha giustificato la presa in servizio di nuove figure di docenza (e non il contrario!), facendo crescere sempre le Facoltà già potenti; la timida razionalizzazione dei Corsi di Laurea attuata lo scorso anno è stata solo un’operazione di facciata; i problemi finanziari dell’Ateneo sono ancora l’unico metro in grado di scandire le scelte future; i recenti provvedimenti del Governo hanno precluso la possibilità di ricevere nuove risorse e quindi di puntare a sbloccare le assunzioni. In questo quadro, a farne le spese siamo sempre noi studenti.
<<Placcaggio in corsa>> vuol dire proprio questo. Con grande sforzo, uno studente riesce a pagare le tasse ed iscriversi all’Università; mentre è ""in corsa"", il Ministero dispone la trasformazione del suo Ordinamento Didattico e la sua Facoltà gli impone il cambio del piano di studio e l’obbligo sostanziale di passaggio.
Quello stesso studente, in questo nuovo quadro, riesce a conseguire la Laurea Triennale.
Però, quegli stessi docenti che lo avevano valutato idoneo agli obiettivi del Corso, mettono in dubbio la sua preparazione, ostruendogli l’accesso alla Magistrale. Allora lo studente sostiene un test, riesce a passarlo, facendo parte di quella piccola percentuale che continua la ""corsa"", ripaga le tasse e forse finalmente, solo ora, può pensare di raggiungere la sua meta.
Certo, queste poche righe possono sembrare più drammatiche o estreme di quanto succede quotidianamente; tuttavia le intenzioni dell’Ateneo vanno in questa direzione: un’Università per pochi eletti, con tasse altissime, con l’unica prospettiva, per noi studenti, di trovare solo …porte chiuse!
Anche quest’anno, il 14 Dicembre, si terrà l’inaugurazione dell’Anno Accademico. Come ogni anno ci aspettiamo la consueta cerimonia in pompa magna, dove Rettore e Presidi mostrano alla città la loro visione dell’Ateneo. Come gli anni passati, critichiamo anche oggi questo evento. Non ci può essere università senza studenti, che non sono invitati alla cerimonia, dimostrando perfettamente come l’Anno Accademico abbia in realtà altre priorità ed altri protagonisti. Non crediamo oltretutto che tutto questo fasto si addica alla disastrosa situazione economica dell'Ateneo, che ha un buco di bilancio strutturale che da anni pesa su studenti e lavoratori, e che continua nella svendita dei beni immobiliari di cui è proprietario, per poter chiudere il Bilancio. Contrariamente a quanto precedentemente sbandierato dall'ex Rettore Marinelli, la situazione economica dell'Ateneo è tutt'altro che rosea. Il buco di bilancio strutturale determinato negli anni passati da una disarticolata politica edilizia, persiste tutt'oggi, portando con sè prospettive disastrose per i prossimi anni. 56 milioni di euro di buco di bilancio nel 2010, 68 nel 2011, cifre che legheranno sempre di più l'Ateneo ai finanziatori privati per evitare il fallimento. Il Bilancio preventivo 2010 si presenta con una notevole parte di fondi congelati, in attesa degli ulteriori, peraltro ipotetici, finanziamenti provenienti dal rientro di capitali con lo scudo fiscale. Intanto continuiamo a vivere in un Ateneo che ci priva di momenti di confronto e di incontro, di opportunità culturali o di studio ed elaborazione. Pretendiamo che gli studenti siano protagonisti attivi della vita politica e culturale dell'università. Recentemente l'Ateneo sta inasprendo le sue politiche riguardo la gestione degli spazi da parte degli studenti per iniziative culturali e di socializzazione. Vengono richiesti costi esosi per l'uso degli spazi, in special modo se si tratta di iniziative non finanziate, dai cineforum ai dibattiti, dai momenti di ritrovo ai concerti, tutti accanitamente osteggiati o vietati! Le politiche dell'Ateneo rimangono le stesse: gli studenti non sono parte attiva dell'Università, i bilanci continuano ad essere chiusi con la speranza della vendita degli ultimi immobili, i Governi cercano di far diventare l'Università italiana privata, meritocratica ed elitaria. Paradossalmente, si continua ad insistere con queste cerimonie tradizionali auto-celebrative, a cui gli studenti non sono invitati, anche in un momento come questo in cui, ora più che mai, il sistema universitario pubblico è sotto attacco.
Nella serata del 5 marzo, il Consiglio dei Ministri ha approvato molto rapidamente un decreto che di fatto riammette alla partecipazione alle elezioni le liste di destra in Lombardia e nel Lazio, inizialmente escluse per non aver rispettato le norme relative alla presentazione. Il decreto è stato ratificato dal Presidente della Repubblica.
Ci troviamo di fronte all'ennesimo, gravissimo attacco alla democrazia da parte di questo Governo. Disprezzo della Costituzione e violazione delle norme della civile convivenza, leggi fatte specificatamente per tutelare interessi particolari, di singoli o di partito.
Non possiamo restare a guardare! Non possiamo accettare che norme anticostituzionali alterino i processi democratici!
Per questo saremo presenti al presidio che si terrà domani, 7 marzo, alle ore 10.30 in piazza della Repubblica.
Il Consiglio di Amministrazione dell’ARDSU ha dato mandato la scorsa settimana alla presidente Silvia Fissi di trattare con il presidente dell’Immobiliare Novoli (nonchè dell’ARDSU di Siena) Mario Spinelli l’acquisto della mensa di Novoli.
Ieri, il Consiglio della Regione Toscana ha approvato la Proposta di Legge, presentata dall'Assessore Gianfranco Simoncini, di accorpamento delle tre Aziende Regionali per il Diritto allo Studio Universitario di Firenze, Pisa e Siena.
Nella Legge finanziaria 2010, in approvazione in questi giorni, sono previsti ingenti tagli ai contributi erogati all'Editoria, già a partire dal prossimo anno. Il 3 dicembre, un emendamento presentato alla finanziaria ha anticipato di due anni quanto già previsto per il 2012 (Legge 99/09), intervenendo con una forte riduzione dei contributi statali per l’editoria cooperativa e di partito a partire dal gennaio 2010. Si tratta di un provvedimento che ribadisce chiaramente quelle che sono le inclinazioni di questo Governo: la distruzione di ogni forma di cultura non assoggettata ai suoi scopi.
Siamo particolarmente affezionati al Manifesto, un giornale editore di sé stesso, un quotidiano che non riporta solo i fatti, alcuni frequentemente trascurati, ma anche e soprattutto le opinioni di chi quei fatti li sta raccontando, dopo averli elaborati criticamente.
Il Manifesto è una testata in grande difficoltà economica. Chiede aiuto a tutti coloro che considerano un bene essenziale il pluralismo e l’informazione non asservita agli interessi di pochi. Chiede di sostituire ciò che questo governo ci nega con uno sforzo collettivo, in un panorama politico e culturale disastrato. L'esistenza di un progetto come quello del Manifesto è essenziale per il mantenimento della pluralità di informazione che troppo spesso è minata e messa in discussione.
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