Nella Legge finanziaria 2010, in approvazione in questi giorni, sono previsti ingenti tagli ai contributi erogati all'Editoria, già a partire dal prossimo anno. Il 3 dicembre, un emendamento presentato alla finanziaria ha anticipato di due anni quanto già previsto per il 2012 (Legge 99/09), intervenendo con una forte riduzione dei contributi statali per l’editoria cooperativa e di partito a partire dal gennaio 2010. Si tratta di un provvedimento che ribadisce chiaramente quelle che sono le inclinazioni di questo Governo: la distruzione di ogni forma di cultura non assoggettata ai suoi scopi.
Siamo particolarmente affezionati al Manifesto, un giornale editore di sé stesso, un quotidiano che non riporta solo i fatti, alcuni frequentemente trascurati, ma anche e soprattutto le opinioni di chi quei fatti li sta raccontando, dopo averli elaborati criticamente.
Il Manifesto è una testata in grande difficoltà economica. Chiede aiuto a tutti coloro che considerano un bene essenziale il pluralismo e l’informazione non asservita agli interessi di pochi. Chiede di sostituire ciò che questo governo ci nega con uno sforzo collettivo, in un panorama politico e culturale disastrato. L'esistenza di un progetto come quello del Manifesto è essenziale per il mantenimento della pluralità di informazione che troppo spesso è minata e messa in discussione.
Lunedì 30 Novembre il Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario ha approvato il bilancio preventivo per l'anno 2010, con il nostro voto contrario. Il bilancio di previsione 2010 ha dimostrato che le profonde criticità denunciate dagli studenti erano, e purtroppo sono, quanto di più attuale. Infatti, l'assenza nella legge che ha portato all'unificazione di un piano finanziario e strutturale reale che avrebbe dovuto definire la nuova organizzazione dell'Azienda mostra oggi tutti i suoi limiti. L'esistenza di un unico Consiglio di Amministrazione crea una distanza insormontabile dal territorio: da prima che il progetto partisse, ci siamo battuti contro l'unificazione delle tre aziende, sostenendo la necessità, da parte degli studenti, di poter usufruire di un reale diritto allo studio in tutte le sue forme, e non di dover subire una burocrazia resa ancora più lenta dalla sua grandezza e ramificazione.
Non si risolve l'annoso problema delle mense, che pure è sotto gli occhi di tutti. L'internalizzazione delle mense, che richiediamo con forza da anni come opportunità di miglioramento del settore, non è prevista. E' assente una qualsiasi progettualità per il futuro: manca una visione organica del Diritto allo Studio in Toscana. Risulta insufficiente l'impegno della Regione in tal senso: a fronte di un drastico taglio operato dal Governo al Fondo per le borse di studio (cinque milioni di euro in meno, il 33% del totale), si risponde con manovre finanziarie che non escono dalla logica della provvisorietà.
Questo bilancio parla chiaro: non siamo di fronte a nessuna razionalizzazione delle risorse nè ad una condizione che possa migliorare il diritto allo studio per gli studenti che ne devono (o ne dovrebbero) beneficiare in prima persona.
Lo scorso 6 Novembre è stato arrestato un compagno, Francesco Mannucci. E' stato arrestato con un'accusa volutamente ingigantita, derivante da un radicale stravolgimento delle prove e delle testimonianze. Si tratta dell'ennesimo atto violento e repressivo che le forze dell'ordine, sicure della loro impunità, hanno compiuto, violando i diritti fondamentali alla base della nostra Costituzione. Sono anni, infatti, che in Italia viene messa sistematicamente in discussione la libera manifestazione di dissenso e di contestazione al Potere: questo arresto immotivato conferma ed evidenzia la gravità della situazione. Sono anni che l'Italia, anche a causa di un Governo autoritario e xenofobo, assiste ad una preoccupante ascesa di correnti neofasciste che seppur diverse da quelle del passato, condividono con queste l'arroganza, la violenza, l'oscurantismo, il disprezzo delle differenze e dei diritti degli altri e che conquistano pericolosamente sempre più spazio, soprattutto tra i giovani.
Come Studenti di Sinistra esprimiamo solidarietà nei confronti di Mannu e condanniamo l'assurda politica, repressiva e securitaria, portata avanti da questo Governo. La repressione del dissenso smaschera la volontà di cancellare i diritti fondamentali dei cittadini della nostra Repubblica, obiettivo che la destra persegue lucidamente da anni.
Sabato 12 dicembre saremo in piazza per ricordare con forza da dove veniamo: l'antifascismo, la lotta dei partigiani, da cui nasce la nostra Costituzione, il rifiuto profondo che fu opposto a dittatura e oppressione; e per rivendicare la libertà di esprimere le proprie idee ed il proprio dissenso, rivendicando una politica che garantisca, e non reprima, i diritti di ciascuno.
Organizziamo i Pullman Partenza: Sashall alle ore 05.30. Costo biglietto: 10 euro a/r Per info e prenotazioni: Clarissa 340.4747084
Nello scorso Ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario, del Diritto allo Studio e del reclutamento del personale accademico. Questo DDL è l'ennesimo provvedimento che si inserisce nel processo di distruzione totale dell'Università Pubblica avviato da oltre 15 anni e passato attraverso: l'autonomia didattica e finanziaria, il processo di Bologna, il 3+2 e la legge 133/08, che hanno di fatto promosso la gestione dissennata degli Atenei, la proliferazione dei Corsi di Laurea e la gestione sempre più aziendalistica dell'Università pubblica.
Il DDL prevede la separazione netta delle competenze di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, rispettivamente per didattica e ricerca e per la gestione finanziaria, con l'assoggettamento delle prime a mere logiche economiche. Prevede inoltre il totale stravolgimento della composizione del Consiglio di Amministrazione, che dovrà essere costituito al più da 11 membri, dei quali ALMENO IL 40% ESTERNI all’Università. L’ingresso di membri esterni lega di fatto l’attività degli organi d'Ateneo a pure logiche aziendali: i soggetti esterni potranno determinare le politiche economiche e quindi anche le linee di sviluppo di ricerca e didattiche così facendo l'Università pubblica viene asservita a interessi di mercato e di profitto.
In Toscana è stato approvato nei tre Atenei di Firenze, Pisa e Siena un Protocollo d'intesa tra le Università e la Regione che si inserisce in questo percorso di svilimento dell'Università pubblica: riteniamo gravissimo che l'Ateneo, in cambio di finanziamenti, apporti delle modifiche allo Statuto, aprendo le porte degli Organi di governo e di controllo dell'Università a soggetti esterni ad essa.
Inoltre, il DDL diminuisce (o annulla!) la rappresentanza ed i luoghi collegiali di discussione; scompaiono le Facoltà e l'organizzazione della didattica e della Ricerca viene affidata ai Dipartimenti, che saranno fortemente indirizzati verso l'interesse dell'azionista di maggioranza dell'università - azienda. Ciò porterà alla progressiva riduzione o estromissione di certi percorsi formativi, che non producono nulla di "redditizio".Il DDL prevede una riorganizzazione del Diritto allo Studio, delegando il Governo a riformare la vigente normativa e introducendo il “Fondo speciale per il merito”, costituito da finanziamenti sia ministeriali che privati. Questo Fondo sancisce un sistema esclusivamente meritocratico potenziando notevolmente il prestito d'onore, sostituito alle borse di studio. Diritto allo Studio significa eliminare gli ostacoli per l'accesso all'istruzione: questo non può essere dipendente solo dal merito né prevedere un ritorno economico per lo Stato. In materia di reclutamento dei docenti, viene introdotta un'abilitazione nazionale, necessaria per l'accesso ai concorsi locali, le cui commissioni valutatrici saranno costituite quasi completamente da ordinari; tale nuovo sistema di reclutamento delinea un'università totalmente piegata a logiche clientelari, baronali e localistiche. Viene istituzionalizzata la figura del ricercatore precario, il quale, nel caso non venga assunto a tempo indeterminato dopo sei anni, non avrà più la possibilità di proseguire la carriera universitaria.
Non è questa l'Università che vogliamo! Se questo DDL diventerà legge, l’Università pubblica scomparirà irrimediabilmente, trasformandosi in un'azienda! Mobilitiamoci!
Per questo come Studenti di Sinistra saremo in piazza venerdì 11 dicembre a Roma a fianco dei lavoratori e di tutti gli studenti per portare la nostra protesta contro questo progressiva aziendalizzazione dell'università e contro la commercializzazione della cultura.
Il 28 Ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegno di Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario, della materia del Diritto allo Studio e del reclutamento del personale accademico. Questo DDL è l'ennesimo provvedimento che si inserisce nel processo di distruzione totale dell'Università Pubblica avviato da oltre 15 anni e passato attraverso le tappe fondamentali dell'autonomia didattica e finanziaria, del processo di Bologna, del 3+2 e della legge 133/08, che hanno consentito e favorito la gestione dissennata degli Atenei, la proliferazione dei Corsi di Laurea e la gestione sempre più aziendalistica dell'Università pubblica.
Il DDL Gelmini rappresenta forse l’atto finale di questo processo, con un attacco gravissimo e drammatico. Il DDL, infatti, prevede la separazione netta delle competenze di Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, rispettivamente didattica e gestione finanziaria, con l'attribuzione in toto del potere decisionale al Consiglio, svilendo e nullificando il ruolo politico del Senato e sottomettendo la funzione didattica formativa dell'Università pubblica a mere logiche economiche. Inoltre verrà totalmente stravolta la composizione del Consiglio di Amministrazione, che dovrà essere costituito al più da 11 membri, dei quali ALMENO IL 40% ESTERNI all’Università. L’ingresso di membri esterni lega di fatto l’attività degli organi d'Ateneo a pure logiche aziendali: privati, enti e soggetti esterni potranno determinare le politiche economiche e quindi anche le linee di sviluppo, di ricerca e didattiche. In Toscana, inoltre, il Protocollo d'intesa tra i tre Atenei e la Regione, già approvato senza discussione dal nostro Ateneo, si inserisce, a nostro avviso, in questo percorso di svilimento dell'Università, costringendola a svendersi al miglior acquirente. Riteniamo gravissimo che l'Ateneo, in cambio di finanziamenti, apporti delle modifiche allo Statuto, aprendo le porte degli Organi di governo e di controllo dell'Università a soggetti esterni ad essa.
in occasione della giornata nazionale di mobilitazione contro il DDL Gelmini
Da settimane in ogni facoltà gli studenti si stanno mobilitando contro il nuovo disegno di legge Gelmini che sferra il colpo di grazia alla nostra Università pubblica:
-Ingresso di esterni (molto probabilmente privati) nel consiglio di amministrazione -Svilimento del ruolo politico del Senato Accademico e aziendalizzazione dell'Università -Cancellazione del Diritto allo studio trasformato in un "privilegio per pochi" -Potenziamento del prestito d'onore (gestito da una SpA) -Stravolgimento del reclutamento dei docenti (Istituzionalizzazione del Baronato!) -Scomparsa delle Facoltà -Ulteriore precarizzazione dei ricercatori
Inoltre il nostro Ateneo ha da poco approvato un Protocollo di Intesa tra Università e Regione Toscana che prevede l'ingresso all'interno del Consiglio di Amministrazione di una rappresentanza di quest'ultima. Questo significa che la progettualità in materia di didattica e di ricerca del nostro Ateneo sarà pesantemente influenzata dagli interessi economici e politici di tale ente, e non potrà fondarsi esclusivamente sul valore del Sapere.
La Regione Toscana tramite l'ARDSU gestisce il servizio mensa che presenta vari elementi critici tra cui il sovraffollamento di alcune strutture (Morgagni, Novoli, Santa Apollonia) e l' inadeguatezza di altre (Agraria e Sesto). Un Esempio lampante di questi problemi è Santa Apollonia ("San Gallo"). Questa struttura di proprietà demaniale è data in gestione alla Regione col preciso vincolo legislativo di un utilizzo degli spazi ai fini del Diritto allo Studio Universitario. Tale complesso, di cui siamo abituati a vedere solo la parte della mensa, nasconde in realtà numerosi altri spazi destinati a noi studenti, ma di fatto inagibili da ormai 7 anni con lavori che non sembrano vedere una fine prossima.
Se questo è il modo in cui la Regione si occupa dei nostri spazi, abbiamo delle serie perplessità sugli obiettivi che intende raggiungere nella gestione del nostro Ateneo.
Rivendichiamo un'Università che garantisca un reale Diritto allo Studio, che sia centro di aggregazione e che dia la possibilità di avere spazi e luoghi di studio e socializzazione in città!
Rivendichiamo nuovi spazi di auto-organizzazione e autodeterminazione. Ribadiamo l'esigenza di spazi aperti in orario serale e durante i fine settimana; siamo contrari alla sempre più soffocante e inconsistente burocrazia per avere a disposizione luoghi per iniziative culturali e di aggregazione; consideriamo inaccettabili le richieste di denaro per l'utilizzo degli spazi che ci propone l'Universita'.
Ecco perché avviamo con forza questa mobilitazione, tenendo aperti e autogestendo spazi che sono e devono essere degli studenti. La nostra rivendicazione avrà più forza quanto più grade sarà la partecipazione di tutti noi studenti.
La nostra rivendicazione non si fermerà con promesse o titubanze. L'università pubblica sta per essere completamente distrutta! Noi non ve lo lasceremo fare!
Mercoledì 28 Ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Disegnodi Legge Gelmini per la riforma del sistema universitario. Il Disegno di Legge è diviso in tre Titoli che riguardano la riorganizzazione dell’intero sistema universitario, il Diritto allo Studio e il reclutamento del personale accademico.
In merito al Diritto allo Studio, il ddl prevede una delega sostanzialmente in bianco al Governo, per riformare la normativa nazionale ed istituisce il Fondo Speciale per il merito. Tale Fondo, che non “deve rappresentare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”, potrà essere composto da finanziamenti provenienti dal Ministero e da privati, i quali possono anche decidere di vincolare l’utilizzo della donazione.
In previsione della prossima edizione del Folkontest, sono aperte le selezioni per la partecipazione alla serata finale. Sul nostro sito web: http://folkontest.studentidisinistra.org è possibile visionare il regolamento, iscriversi al kontest e procedere all'upload dei brani (al massimo 3).
Poliopposti è un mensile di informazione scritto da studenti e per studenti. Poliopposti è un periodico on-line che propone rubriche di approfondimento e spazi di confronto.
Hai un’idea per un cortometraggio, un video di inchiesta, una vignetta,
uno sketch satirico con tema “L’Università, le strutture, il suo funzionamento”, ma ti mancano gli strumenti per realizzarlo?
Mettiamo a disposizione una videocamera digitale e opportunità per montare, realizzare e diffondere la tua idea! Contattaci!
Per info: Giulia 349 0633785
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