Sempre più spesso ci troviamo a vivere i nostri luoghi di studio tra corsi ed esami, senza avere l’opportunità di renderci conto che i ritmi di studio fagocitano i nostri tempi di vita; l’organizzazione attuale della didattica e degli spazi dell’Università non permette momenti di confronto e di incontro, di opportunità culturali o di studio ed elaborazione. Rivendichiamo il ruolo degli studenti all’interno dell’Università come protagonisti attivi della vita politica e culturale, per un’elaborazione critica dei saperi, che sempre più vengono propinati sottoforma di puro nozionismo e che vengono resi merce dai tempi sempre più alienanti e veloci che ci vengono imposti. C’è poi una dimensione tutta cittadina del problema, che porta ad evidenziare una lampante assenza di spazi per studenti, che siano di confronto, di socialità, di aggregazione e di incontro, di opportunità culturali o di luoghi di studio.
Dal 1° Novembre è entrato in carica il nuovo Rettore, Alberto Tesi, che ha iniziato il suo mandato con una grave presa di posizione che condizionerà fortemente l'Ateneo. Dopo la sua elezione si è sempre espresso poco e in modo vago, se non contraddittorio, su come verrà gestito l'Ateneo. Più volte Tesi ha dichiarato che si sarebbe nettamente discostato dalle politiche portate avanti dai sui predecessori (Scaramuzzi, Blasi e Marinelli), ma quello che è successo negli ultimi giorni è la palese dimostrazione del contrario.
Infatti, nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione del 21 ottobre scorso (gli ultimi presieduti da Marinelli), è stato approvato il "Protocollo d'Intesa tra le Università degli Studi di Firenze, Pisa e Siena e la Regione Toscana": un colpo di coda di Marinelli, approvato, con il nostro voto contrario, e con la posizione dichiaratamente favorevole del neo Rettore Tesi.
Il 15 ottobre la Corte di Cassazione di Roma si è espressa sul ricorso dei legali di Lorenzo Bargellini, storico esponente del Movimento di Lotta per la Casa, per i fatti del 7 novembre 1995, quando 200 persone occuparono la sala dove si svolge il Consiglio Comunale nel quale fu deciso lo scioglimento dell'Assesorato e della Commissione Casa. Il verdetto è stato: ricorso respinto e condanna a un anno e quattro mesi per Bargellini.
Il Movimento di Lotta per la Casa è presente a Firenze ormai da 20 anni. Durante questo periodo il Movimento ha vissuto alti e bassi, anni come quelli della nascita dei centri sociali autogestiti e dei movimenti studenteschi che lo hanno appoggiato e affiancato nella lotta per i diritti di chi in questo paese non viene considerato, poi gli anni della repressione (1990), alla quale il movimeto reagisce con nuove occupazioni, non solo per le famiglie italiane, ma anche per i migranti; con i fatti del '95 arriva la seconda ondata repressiva. Dopo una situazione di stallo, negli ultimi mesi sembra di essere tornati di nuovo in una città blindata, che non tollera atti di protesta.
A Settembre, dopo l'approvazione in Senato Accademico, sono stati assegnati i fondi per le iniziative culturali proposte dagli studenti. Lo scorso anno, a seguito della richiesta del rappresentante in Senato Accademico di Sinistra Universitaria è stato abolito il limite di due iniziative presentabili da ogni rappresentante degli studenti in Facoltà; di conseguenza il numero delle richieste di finanziamento è stato spropositato rispetto ai fondi disponibili, già dimezzati rispetto all'anno precedente. La commissione iniziative, presieduta dal Prorettore Rogari, ha deciso di distribuire a pioggia i fondi alle iniziative; pertanto è aumentato il numero di quelle che, pur finanziate, risulta impossibile svolgere, a causa dell'esiguità del finanziamento, e molte iniziative sono state drasticamente colpite, con un taglio sui finanziamenti di oltre la metà rispetto allo scorso anno.
L'aspetto più allarmante del fenomeno mafioso è la sua capacità di condizionare la vita di migliaia di persone. E' importante non rassegnarsi ad essere elementi passivi di questo sistema degenerato.
Anche quest'anno il Forum Nazionale contro la mafia rifiuta di rimanere in silenzio, ne nascono due giorni ricchi di incontri e dibattiti, alla presenza di esponenti del mondo della giustizia, dell’informazione, e dell’ambito associativo, che hanno fatto della lotta alla mafia un impegno costante ed un’etica di vita.
Da sempre rivendichiamo il ruolo degli studenti all’interno dell’Università come protagonisti attivi della vita politica e culturale, per un’elaborazione critica dei saperi, che sempre più vengono propinati sottoforma di puro nozionismo e che vengono resi merce dai tempi sempre più alienanti e veloci che ci vengono imposti: crediamo che l'Università debba essere non un "esamificio" ma il luogo più alto di cultura, scambio di idee e socializzazione.
Negli ultimi anni l'Ateneo fiorentino è sempre più chiuso ad ogni tipo di manifestazione al di fuori del semplice svolgimento dell'attività didattica. Gli spazi sono sempre più preclusi agli studenti e ogni iniziativa viene ostacolata, anche attraverso un iter burocratico infinito mirato troppo spesso ad impedirne lo svolgimento.
C’è poi una dimensione cittadina del problema, che porta ad evidenziare una lampante assenza di spazi per studenti, che siano di confronto, di autodeterminazione, di aggregazione e di incontro, di opportunità culturali o di luoghi di studio.
É necessario, dal nostro punto di vista, che la politica e ovviamente, in primo luogo, l'Ateneo, realizzino e mettano realmente a disposizione nuovi spazi che rispondano alle esigenze espresse degli studenti.
Nel Senato accademico di mercoledì 8 ottobre, l'Ateneo ha preso la grave decisione di tagliare il numero delle Borse di Dottorato, che scenderanno dalle 175 del 2009 alle 170 del 2010. Tale decisione era stata già anticipata da una discussione nell'ultima seduta di Senato Accademico e di Consiglio di Amministrazione. In queste sedi abbiamo ripetutamente chiesto agli Organi di non effettuare un taglio al numero delle Borse, motivato dal Rettore con la necessità di non "intaccare" il bilancio di previsione del 2010,che prevede fondi ridotti per il dottorato. Ancora una volta, invece, il nostro Ateneo preferisce tagliare le fondamenta dell'Università stessa piuttosto che riflettere e ritornare sulle proprie scelte di bilancio e su certe politiche economiche portate avanti da anni in modo imperterrito. Questa volta la mannaia cade sul Dottorato di ricerca, il più alto livello di formazione universitaria, il passaggio immediatamente precedente alla Ricerca ovvero uno dei fattori vitali per lo sviluppo della nostra società, che vedrà la diminuzione da 175 a 170 borse di dottorato!
Il taglio al dottorato si inserisce nella gestione di "austerity", tagliando le basi dell'Università pubblica, dalla Ricerca alla Didattica, quindi le borse di Dottorato.
In previsione della prossima edizione del Folkontest, sono aperte le selezioni per la partecipazione alla serata finale. Sul nostro sito web: http://folkontest.studentidisinistra.org è possibile visionare il regolamento, iscriversi al kontest e procedere all'upload dei brani (al massimo 3).
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