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Per l’università pubblica e senza baronie fermiamo il conferimento del titolo di emerito all’ex rettore Marinelli

Il giorno 2 febbraio2015, durante il consiglio di Dipartimento del GEESAF [Gestione Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali] dell’Università di Firenze è stata discussa la proposta di conferimento del titolo di Professore Onorario al prof. Augusto Marinelli. Gli studenti e i collettivi si sono opposti e continueranno a farlo per le seguenti motivazioni.
Ci limiteremo a riferire dati oggettivi senza avanzare accuse dirette, affermando che tale titolo onorifico non possa essere conferito a una persona coinvolta nei gravi fatti che accenneremo.

Il professore è accusato di aver pilotato svariati concorsi per ricercatori e professori di prima e seconda fascia, costituendo bandi commisurati ai curriculum di persone a lui vicine quando rivestiva l’incarico di rettore dell’ateneo fiorentino (nel periodo 2000-2009). Incarico tra l’altro più lungo del previsto grazie ad una modifica del regolamento da lui attuata che gli permise una terza rielezione.
L’ex rettore è considerato da chi lo accusa al centro di un vero e proprio «sistema di potere», una «cupola» che da anni condiziona lo svolgimento delle attività dell’intero settore relativo all’economia agraria in Italia.
Questi fatti sono stati portati alla luce dal docente della University of California Quirino Paris e dalla giornalista Franca Selvatici, che sono stati denunciati dal professore per diffamazione.

Parallelamente le indagini avviate a Firenze e proseguite a Trieste per abuso di ufficio sono state archiviate, ma comunque hanno confermato l’ esistenza di una «potentissima lobby» che ha condizionato i concorsi nell’intero settore dell’economia agraria, e inoltre per il pm di Trieste esiste un «buco» legislativo che non consente di punire queste condotte.
È proprio la fondatezza delle denunce che ha consentito al professor Paris, ed alla giornalista Selvatici di vincere i processi per diffamazione. Ci troviamo quindi di fronte ad un classico caso di baronato universitario, dove si impone un sistema corrotto da favoritismi e personalismi, a discapito di trasparenza e correttezza.
Nel corso degli anni ci siamo sempre battuti contro questi meccanismi che in Italia purtroppo sono all’ordine del giorno, promuovendo un’università pubblica, accessibile a tutti, trasparente e con gli adeguati fondi per la ricerca, senza una gestione di tipo aziendale.

Riteniamo quindi inaccettabile la candidatura di Augusto Marinelli per il titolo emerito in quanto, qualora le accuse fossero fondate, andrebbe a ledere la dignità e la credibilità dell’intero Ateneo fiorentino e dell’università italiana.